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Peter e Joanna, primi turisti Unesco:<br/>«Fate conoscere al mondo questo patrimonio»

Peter e Joanna, primi turisti Unesco:<br/>«Fate conoscere al mondo questo patrimonio»

Peter Ford è uno dei primi turisti stranieri arrivati a visitare i paesaggi del vino patrimonio dell'Unesco. Battezzate a Doha con il riconoscimento Unesco, il "mare di vigne" dove si

Peter Ford è uno dei primi turisti stranieri arrivati a visitare i paesaggi del vino patrimonio dell'Unesco. Battezzate a Doha con il riconoscimento Unesco, il "mare di vigne" dove si coltiva Moscato (e non solo) e le "cattedrali sotterranee" nelle quali maturano gli spumanti made in Canelli sono state un'autentica, entusiasmante scoperta. Pubblicitario, vive tra l'Inghilterra e la Polonia, con la compagna Joanna ha attraversato mezza Europa per fermarsi nel cuore del sud Piemonte. Ospite di amici, non ha esitato una full immersion enoturistica: prima l'azienda di un piccolo produttore tra Canelli e Calosso, poi nelle viscere del terreno sotto le maestose volte dei "templi" di Casa Gancia e, per chiudere, una vena in Langa.

Prima del riconoscimento Unesco non aveva mai sentito parlare di Canelli, delle cantine storiche e più in generale del Piemonte?
Sono un cultore del vino e della cucina italiana, soprattutto delle specialità piemontesi. Conoscevo Alba ed avevo già fatto tappa a Canelli. In questo angolo di Piemonte avevo soggiornato e apprezzato la vostra cucina. Ma non sapevo esistessero simili bellezze a portata di mano.

Che cosa l'ha colpita di più del sito Unesco?
Come ho già detto, le Langhe e il Monferrato già le conoscevo soprattutto per i vini e la cucina. Ma, quando sono arrivato qualche giorno fa, percorrendo le strade dei fondovalle e poi sulle colline ho guardato il paesaggio con un occhio diverso. Ho pensato che dietro a quei filari così ordinati, alle cascine, alle aziende viticole, alla pulizia del paesaggio c'è una storia di secoli: questa la forza di questi luoghi.

La storia, uno degli elementi caratterizzanti la candidatura: per lei è un patrimonio?
Certo. La storia di un luogo è la sua essenza. Così come imprescindibile è la gente che vive il territorio. Non c'è storia senza la gente che la costruisce. Apprezzo molto la gente, le persone di questi luoghi: gente forte, coraggiosa, orgogliosa della propria storia e della propria terra, capace. Con imprenditori che si sono imposti nel mondo. Oggi sono stato ospite di un piccolo produttore: dire "piccolo" è riduttivo: sono persone che hanno saputo rendere grande il territorio con il proprio lavoro, realizzando imprese di altissima qualità come i vini e il cibo che ho degustato. Veramente ospitali, grandi!

E le "cattedrali sotterranee" quali sensazioni le hanno suscitato?
Bellissime. Ne avevo visitato una, tempo fa, ma non in modo così approfondito, non ne avevo assaporato la storia, la cultura, l'architettura. Anche in questo caso ci si rende conto che dietro c'è un lavoro fatto da migliaia di uomini che hanno lasciato, è il caso di dire, all'umanità un tesoro di grandi proporzioni. Ora sta a voi non depauperare questo patrimonio, rilanciarlo e farlo conoscere al mondo.

Giovanni Vassallo
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