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21 Dicembre 2014 08:00:00
«"Popolè" è una necessità. Quella di creare una piazza in cui l'arte torni in una situazione "non protetta", per la gente e tra la gente. E' una scommessa della
«"Popolè" è una necessità. Quella di creare una piazza in cui l'arte torni in una situazione "non protetta", per la gente e tra la gente. E' una scommessa della cittadinanza con la cittadinanza e per la cittadinanza». Con queste parole, circa un mese fa, il 23enne attore astigiano Simone Coppo (attualmente impegnato sul set della fiction tv "Una grande famiglia 3") provava a raccontare l'allora imminente prima edizione della rassegna "Popolè", di cui è stato sin dagli inizi direttore artistico. Se ci si guarda indietro, quella scommessa apparentemente folle di portare il teatro ai giovani, oggi, sembra essere stata vinta su tutti i fronti.Edicola Digitale
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