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24 Gennaio 2015 08:00:00
Turismo e didattica nei territori dell'Unesco passano anche attraverso i fossili, quantomeno nella zona del Nicese. Sono eloquenti, tanto da disegnare un immaginario grafico che va verso
Turismo e didattica nei territori dell'Unesco passano anche attraverso i fossili, quantomeno nella zona del Nicese. Sono eloquenti, tanto da disegnare un immaginario grafico che va verso l'alto, i dati del Centro di Educazione Ambientale dell'Ente di Gestione delle Aree Protette Astigiane: dalle 15 classi di studenti, da tutto l'Astigiano, coinvolte nell'anno scolastico 2013/2014 nell'itinerario didattico tra riserve naturali e affioramenti fossiliferi, alle 23 dell'anno successivo fino ad arrivare alle 40 di quello in corso. «Ciò che viene insegnato ai ragazzi sono le relazioni dell'uomo con l'ambiente naturale ?- spiega Francesco Ravetti, guardiaparco e responsabile della parte educativa -? Si va dalle escursioni ai laboratori, dall'osservazione alle attività ludiche». Se ne è parlato domenica a Cortiglione, in un salone Val Rosetta affollatissimo, per il convegno curato da Laurana Lajolo e organizzato in collaborazione con il Comune nell'ambito del Festival del Paesaggio Agrario, che si concentra in questa edizione sul tema della valorizzazione del cinquantesimo sito Unesco.Edicola Digitale
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