Cerca

Intervista

Lo psichiatra Paolo Crepet martedì 16 maggio sarà all’Alfieri con “Lezione di sogni”

crep
Psichiatra, sociologo, educatore, scrittore e opinionista. Sono tante le qualifiche e i titoli di Paolo Crepet (foto), personaggio noto al grande pubblico per i libri scritti e la presenza, come ospite, in numerose tramissioni televisive, che martedì 16 maggio alle 21 sarà al Teatro Alfieri per la serata “Lezione di sogni”.
Organizzata dal Gruppo Anteprima di Alessandria, prevede biglietti da 15 a 30 euro, prenotabili sul circuito TicketOne o telefonando allo 0131/250600. Ma come sarà articolata la serata? Lo abbiamo domandato al protagonista. Dottor Crepet, cosa si devono attendere gli spettatori? Devono aspettarsi che si divertiranno. Ovviamente non faccio il clown, non sono un attore, però credo sia molto importante parlare dei problemi e delle grandi preoccupazioni che abbiamo come individui e generazioni, ma con un sorriso. Questa è la forza maggiore che hanno le idee e le parole: quella di cercare di fare breccia con un ragionamento e un po’ di ironia. Credo ve ne sia molto bisogno. Abbiamo smesso di pensare e abbiamo visto il disastro che ne è scaturito. La serata trarrà spunto dal suo ultimo libro, “Lezione di sogni”, in cui parte dal presupposto, citando Papa Francesco, che ci troviamo nel pieno di una catastrofe educativa. Ce ne parli… Papa Francesco ha pronunciato questa frase senza fare riferimento all’intelligenza artificiale. Se oggi aggiornasse quel pensiero sarebbe ancora più tragico. In ogni stagione, da un po’ di tempo a questa parte, troviamo qualche fatto che ci lascia un po’ sgomenti. L’idea che oggi un ragazzo si possa laureare, e nessuno possa sapere se quella tesi è frutto di una chat di intelligenza artificiale o del suo sforzo, a me fa paura. Non fa paura ad altri? Vorrà dire che hanno interessi economici con l’intelligenza artificiale. Non vedo una terza posizione, perché credo sia del tutto legittimo che, se la creatività finisce, anche l’umanità finisce. Non mi riferisco solo alla creatività intellettuale, ma anche a quella legata alle nostre relazioni. Se una persona può passare una notte intera con un individuo inventato come se fosse vero, allora mi fa paura. Sono l’unico ad averla? Allora mi fa ancora più paura.

L'intervista completa sull'edizione della Nuova Provincia di martedì 4 aprile.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133