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21 Gennaio 2014 08:00:00
La legge non ammette ignoranza ma il caso di Roberto Cairo, titolare del negozio "Gina La Piadina" di via Gobetti, ha scatenato - in suo favore - una vera rivolta sul web (anche il noto
La legge non ammette ignoranza ma il caso di Roberto Cairo, titolare del negozio "Gina La Piadina" di via Gobetti, ha scatenato - in suo favore - una vera rivolta sul web (anche il noto giornale Wired, dedicato all'innovazione tecnologica, ne ha parlato). Questi i fatti: qualche giorno fa due finanzieri si sono presentati nella piadineria di Cairo, inaugurata a dicembre, chiedendo spiegazioni sui 4 iPad che aveva messo a disposizione dei clienti per ingannare il tempo in attesa delle piadine. «iPad collegati ad internet ma senza la possibilità di navigare perché avevo rimosso Safari, il browser necessario per farlo» puntualizza Cairo. L'uomo non sapeva, però, che quei quattro iPad avrebbero dovuto sottostare a quanto previsto da un articolo del T.U.L.P.S. e, in particolare, avrebbero dovuto avere una sorta di targhetta identificativa, rilasciata dai monopoli di Stato, perché equiparabili ai videoterminali da gioco che si possono installare nei locali pubblici solo se espressamente autorizzati.Edicola Digitale
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