Nei giardini Alganon
03 Ottobre 2026 08:55:23
La panchina vandalizzata a pochi mesi dal lavoro di pulizia e decoro effettuato dai volontari
Meno di due mesi. Tanto sono durati la fatica, la buona volontà, il sudore di un gruppo di ragazzi che quest'estate hanno scelto di donare il proprio tempo alla comunità. I giovani del centro estivo Estadò della parrocchia Don Bosco si sono messi all'opera, a titolo gratuito, per ripulire e ridipingere le panchine dei giardini Alganon, un’area verde in pieno centro ad Asti, a due passi dai musei di corso Alfieri. Ci hanno messo il cuore, la passione e l'impegno. Risultato? I soliti ignoti ci hanno messo un secondo a distruggere parte del lavoro.
Perché ad Asti va così: i giovani costruiscono e l'inciviltà distrugge, spesso nell'indifferenza più totale. Non si fa in tempo a incassare i ringraziamenti pubblici del Comune che arrivano i soliti disagiati senza nome. Forse sempre gli stessi che da anni, puntualmente e nell'impunità, scambiano un parco pubblico per la propria discarica personale. Stavolta il writer di turno, senza un briciolo di senso civico, ha pensato bene di vergare una bestemmia a caratteri cubitali ("P...o Dio non mi nominare in vano"), condita da altri simboli.

A sinistra la panchina vandalizzata con la bestemmia, a destra, vicino alle piante, la telecamera anticrimine
Un insulto al decoro, una sberla in faccia al lavoro dei ragazzi e un'offesa alla cittadinanza. L'aspetto più ridicolo e amaro? Lo sfregio è avvenuto a qualche metro da una telecamera anticrimine che si trova esattamente davanti alla panchina. Nei giardini la gente mastica amaro. Tra la rabbia e lo sconcerto, la domanda è una sola: ma quelle telecamere servono a qualcosa o sono solo arredo urbano? «È una vera indecenza - si sfoga una signora mentre passeggia con il cane - In questo parco ci sono diverse telecamere, eppure chiunque può permettersi di fare quello che gli pare, devastando impunemente il lavoro fatto questa estate dai ragazzi».
Ora si attende che le autorità controllino i filmati e risalgano, anche se è molto difficile, al colpevole. Ma intanto resta l'ennesima ferita. Per questo si attende un intervento urgente dell'amministrazione comunale per restituire dignità al parco e salvare ciò che resta dello sforzo dei volontari. Prima che la rassegnazione abbia definitivamente la meglio sulla civiltà.
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