Sindacati
01 Ottobre 2026 12:38:40
Riceviamo da Letizia Capparelli, Flai Cgil di Asti e pubblichiamo.
«L’operazione condotta nei giorni scorsi dai Carabinieri della Stazione di Moncalvo unitamente al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Asti porta alla luce una realtà intollerabile che da tempo denunciamo: nelle campagne del nostro territorio si consuma uno sfruttamento becero, sistematico e disumano.
Lavoratori stranieri che arrivano nel nostro Paese inseguendo la speranza di un futuro migliore e di un lavoro dignitoso vengono invece incanalati in un vero e proprio vortice di soprusi: stipendi da fame (poco più di 2 euro l’ora), giornate estenuanti nelle vigne, requisizione dei documenti di identità, assenza totale di sicurezza e formazione, e condizioni abitative degradanti e fatiscenti, con decine di persone stipate tra materassi a terra e impianti elettrici di fortuna.
Non si può parlare di "casi isolati": è intermediazione illecita, è caporalato, è riduzione in schiavitù.
Come FLAI CGIL esprimiamo un profondo ringraziamento all'Arma dei Carabinieri e all'Ispettorato del Lavoro per l'intervento, ma sottolineiamo un dato politico e sociale che non può più essere ignorato: non è ammissibile che per scoperchiare simili orrori si debba attendere il "viavai sospetto" notato da un privato cittadino.
Le Istituzioni, gli organi di vigilanza e gli enti preposti non possono restare alla finestra in attesa della segnalazione anonima di turno. È ora che lo Stato metta in campo soluzioni strutturali, prevenzione attiva e controlli incrociati sistematici lungo tutta la filiera agricola. Occorre incrociare i dati sulla manodopera, sulla produzione e sui trasporti, monitorare le condizioni degli alloggi sul territorio e rendere pienamente operative le Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.
Chi sfrutta il lavoro nero e calpesta i diritti umani non solo devasta la vita di donne e uomini vulnerabili, ma inquina l'economia legale, facendo concorrenza sleale alle tante aziende agricole sane del territorio che rispettano i contratti e le regole.
Come FLAI CGIL lo ribadiamo con chiarezza: noi saremo sempre sul campo, tra i filari e nelle piazze, a difesa dei diritti lavorativi e della dignità umana di ogni lavoratore e lavoratrice. Nessun lavoratore è invisibile. Continuità dei controlli, tutele reali per le vittime che denunciano e stop al caporalato devono diventare la priorità assoluta di questo territorio e dell'intero Paese
La dignità del lavoro e delle persone non si negozia: è ora che le Istituzioni facciano la propria parte, perché noi la nostra la stiamo già facendo e continueremo a farla, fino in fondo».
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