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Tentata truffa

«La vostra auto è coinvolta in una rapina, dobbiamo perquisire la casa»: ma è una truffa dei finti carabinieri

Non è cascata nel tentativo di truffa una signora di Castagnole Lanze contattata telefonicamente da falsi rappresentanti delle forze dell'ordine

«La vostra auto è coinvolta in una rapina, dobbiamo perquisire la casa»: ma è una truffa dei finti carabinieri

L'ennesimo caso di telefonate di finti carabinieri ai danni di anziani

La telefonata arriva al pomeriggio, intorno alle 16. «Siamo i carabinieri: la targa della vostra auto è stata clonata e con il veicolo su cui è stata apposta è stata commessa una rapina da Asti. Sulla vettura c'è parecchia refurtiva di valore ingente e c'è il rischio di un coinvolgimento dalle gravi conseguenze, tra cui perquisizione della vostra casa e sequestro dei vostri oggetti preziosi». Dall'altra parte dell'apparecchio, il telefono fisso di casa, una signora di Castagnole Lanze, che inizialmente risponde alle domande dei sedicenti militari, ponendo altrettanti quesiti di chiarimenti ai quali gli interlocutori rispondono con tono perentorio.

«Mi hanno indicato il nome preciso di mia sorella e l'indirizzo esatto della nostra abitazione, chiedendomi se la targa in loro possesso corrispondesse alla sua auto, spiegandomi che quella targa si trovava su una vettura usata nella stessa mattinata per compiere una rapina in città. Ho cercato di fare delle domande per comprendere la situazione e al contempo non fornire io stessa informazioni, ricevendo come risposta che "erano loro a fare le domande e non a dover rispondere" - racconta la signora, conosciutissima in paese, molto attiva e con una pronta attenzione a quanto stava avvenendo - Devo dire che all'inizio erano assolutamente credibili e il loro tono era autorevole: ma quando mi hanno parlato di dover venire in casa per compiere una perquisizione e sequestrare i nostri oggetti preziosi, ho avuto il dubbio che qualcosa non andasse e ho fatto capire alla persona al telefono che avevo capito che si trattava di un tentativo di truffa. E ho chiuso la telefonata».

Quindi la telefonata ai carabinieri di zona, che hanno confermato all'anziana signora che si trattava di un tentativo di truffa, e successivamente la denuncia del fatto. «Mi è stato consigliato di avvisare più persone possibile di quanto successo, per mettere in guardia altri da possibili pericoli di truffe e furti che potrebbero avvenire attraverso la stessa modalità; e così ho fatto. E devo dire che nel fare questo ho sentito le più ampie casistiche di episodi capitati a miei conoscenti. Io stessa sono stata molto attenta a non fornire informazioni e dati personali e i carabinieri mi hanno rinnovato l'invito a non aprire a sconosciuti che si presentino alla porta e a contattare immediatamente le forze dell'ordine nel momento in cui si viene contattati con sospette richieste telefoniche».

Negli ultimi tempi ci sono stati altri casi di anziani contattati telefonicamente da falsi carabinieri: il consiglio è sempre quello di non fornire informazioni e di non assecondare le richieste, rinviando ad una verifica rivolgendosi di propria iniziativa a carabinieri e polizia per conoscere la veridicità di quanto raccontato.

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