Attenzione
24 Settembre 2026 18:17:43
Una truffa che non è una novità ma che continua a mietere vittime, soprattutto fra le persone anziane. Anche se, questa volta, una donna di 85 anni, all'ultimo, si è ridestata dal bombardamento telefonico dei suoi truffatori che le stavano tenendo occupato sia il telefono fisso di casa che il cellulare per impedirle di chiedere aiuto o anche solo conferme.
Tutto è accaduto quando ha ricevuto una prima telefonata da un uomo che si è spacciato per carabiniere e le ha detto che suo cugino (unico parente della donna) aveva investito una bambina, con torto. La bambina era in ospedale gravissima e lui era in caserma, trattenuto. Alla signora anziana, sempre il finto maresciallo, ha raccontato che il padre della piccola era infuriato e aveva chiesto l'arresto di suo cugino (come se un cittadino potesse farlo) ma c'era ancora una speranza per evitare il carcere: il pagamento di una somma di denaro insieme a gioielli e oro che avrebbe tacitato la famiglia della piccola investita.
A condurre tutta la trattativa (o meglio a ritirare soldi e gioielli) sarebbe andato, direttamente a casa dell'anziana, l'avvocato della famiglia della bambina per prelevare tutto e ritirare la denuncia evitando così il carcere all'automobilista. E qui la seconda chiamata sul telefono fisso, in cui a presentarsi era l'avvocato che prendeva accordi per l'appuntamento.
E' a quel punto che la donna ha avuto un momento di lucidità e ha interrotto tutte le comunicazioni. Chiudendo la telefonata e chiamando il cugino (che esiste veramente) ha avuto la conferma che stava per essere truffata.
Così come era capitato solo sei mesi fa quando in casa sua un truffatore ci era arrivato davvero e anche questa volta è andata vicinissima a perdere tutto quello che di valore aveva in casa. In quel caso si era presentato alla porta un finto carabiniere in borghese che le ha parlato di una rapina avvenuta a Torino e del fatto che era incaricato di controllare i numeri di serie delle banconote che teneva in casa per vedere se fra esse c'erano quelle rubate. In tal caso avrebbe passato dei guai. Aveva anche un elenco di numeri, totalmente inventati e aveva chiesto alla donna di tirare fuori tutto quello che aveva a disposizione. Sempre con una chiamata aperta, al telefono, con un sedicente maresciallo che, ovviamente, confermava tutto quello che stava dicendo il complice di presenza.
A salvarla, in quel caso, fu l'arrivo del tutto inaspettato ma provvidenziale dello stesso cugino che suonò al citofono mettendo in fuga il truffatore che si trovava in casa. «Lo incrociai anche per le scale e lo salutai pure - racconta il cugino - senza sapere che se fossi arrivato cinque minuti dopo avrei trovato mia cugina disperata per aver perso tutto».
Una storia raccontata per mettere tutti sull'avviso.
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