Bubbio
04 Settembre 2026 10:44:50
Una lunga sofferenza fatta di mancate cure veterinarie, di denutrizione e di mancata attenzione quella che è stata inferta a 12 cavalli arabi che si trovavano in un allevamento di Bubbio. Pelle e ossa, sfiancati e in uno stato di salute molto precario, gli esemplari arabi (10 giumente e 2 stalloni) sono stati portati in salvo nei giorni scorsi grazie ad un lavoro congiunto dei Carabinieri Forestali di Asti ed Alessandria e del servizio veterinario dell'Asl.
Le prime segnalazioni erano state fatte da alcuni cittadini ed associazioni animalisti a luglio, che si erano accorti dello stato di forte malnutrizione degli animali e chiedevano l'intervento delle autorità. Il primo atto, dunque, è stata un'ispezione dell'Asl che aveva effettivamente rilevato numerose criticità nella conduzione dell'allevamento e aveva imposto al titolare precise prescrizioni con carattere di emergenza per ripristinare il benessere degli animali. Ma nessuna di quelle prescrizioni era stata attuata.

Così, a metà agosto, i veterinari dell'Asl sono tornati con i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Bubbio e di fronte si sono trovati una scena che non avrebbero voluto vedere: i cavalli risultavano ulteriormente denutriti rispetto alla prima ispezione di luglio.
Secondo la scala di conteggio del benessere corporeo che viene utilizzato per "giudicare" un cavallo, il Body Condition Score, gli animali hanno riportato un punteggio fra lo 0 e l'1, considerando che 0 indica il grave sottopeso. Insomma, i cavalli erano al limite della sopportazione degli stenti cui erano sottoposti.
Una debilitazione tale che era impossibile anche un loro trasferimento perché le loro condizioni erano così gravi che uno spostamente avrebbe potuto avere conseguenze fatali. Deciso allora il sequestro penale d'urgenza con la nomina temporanea dello stesso proprietario come custode. Ma un custode fortemente controllato da parte dell'Asl soprattutto in termini di alimentazione corretta.

Nel frattempo carabinieri e Asl si sono mossi per una soluzione a lungo termine raccogliendo la disponibilità da parte di alcune associazioni riconosciute dal Ministero della Salute di accogliere i cavalli. La Procura della Repubblica di Alessandria ha vagliato gli affidamenti e ha disposto nei giorni scorsi il trasferimento dei 12 esemplari di cavalli arabi in una associazione no profit con sede in provincia di Varese. Ma anche il salvataggio non è stato facile, perché alcuni cavalli erano stati "abbandonati" al punto da non essere abituati al contatto umano e sono dovuti intervenire volontari specializzati, un veterinario e trasportatori esperti per avvicinarli e caricarli sui van in sicurezza per un viaggio che li avrebbe portati ad una nuova vita che faccia dimenticare loro le sofferenze patite a Bubbio.
Il lavoro di carabinieri e Procura non è ancora finito però perché, una volta salvati i cavalli, ora tutta l'attenzione è rivolta alla posizione giudiziaria dell'allevatore e ai reati che gli verranno contestati. Rischia fortemente la confisca definitiva di tutti gli animali.
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