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Decoro e sicurezza
26 Agosto 2026 11:19:00
Su via Cavour quest’anno si è scritto tanto. Da quel salotto commerciale che è sempre stato, “porta” di ingresso principale alla città per chi arriva dalla stazione ferroviaria, da quella dei bus, da corso Savona e dal grande parcheggio di piazza del Palio, poco per volta, metro dopo metro, sta presentando seri problemi di decoro, di rispetto delle regole civili di base, di presenze continue di persone che intimoriscono passanti, residenti e clienti dei negozi.
Da inizio anno sono tanti i fatti di cronaca che hanno interessato quella via ma in redazione è arrivato un punto di vista diverso, quello di una persona che in via Cavour ci abita e che dunque monitora non solo gli episodi quotidiani di insofferenza (nel migliore dei casi) ma anche il cambiamento in pochi anni dell’atmosfera di quella importante via cittadina.
«Quello che le cronache non raccontano é il clima invivibile maturato dalla zona negli ultimi tempi - scrive Matteo Cecere - Via Cavour dovrebbe essere la porta di accesso per chi arriva in città con i mezzi pubblici; per quel turismo tanto favoleggiato dall'amministrazione comunale e che viene attratto proprio lì dalla maggior parte delle ormai poche strutture ricettive tradizionali rimaste in città.
Ma la via é diventata un bazar di negozi e servizi di ristorazione etnici che al tramonto attirano clientela chiassosa e, alla luce degli ultimi fatti, pericolosa».
E passa a spiegare.
«Dal tramonto all'alba, quotidianamente, passando per la strada si può assistere a litigi tra soggetti al bivacco sugli usci dei negozi chiusi, schiamazzi con bottiglie rotte sul selciato o sulle automobili parcheggiate; a grida belluine rivolte verso passanti e turisti con i bagagli che, ignari, si avventurano fuori dal sottopassaggio verso il centro della città».
Solo qualche notte fa, ad ora inoltrata, più residenti hanno chiamato le forze dell’ordine perché si è verificata l’ennesima furiosa lite in strada con gruppetti che si contrapponevano e si tiravano bottigliate di vetro in testa. Fra le auto parcheggiate che spesso al mattino riportano i segni delle schermaglie insieme ai vetri rotti in strada, sui marciapiedi che sono appiccicosi tanto sono sporchi.
«In tutta onestà - prosegue Cecere - il problema non è mai stato il colore della pelle o le lingue parlate da chi popola la strada; la questione é la totale mancanza di attenzione verso i residenti dimostrata dall'amministrazione comunale».
E avanza una sua personale ipotesi a spiegazione di ciò. «La strategia sembra essere quella di creare un ghetto, una zona franca dove tutto é concesso, in modo da risparmiare il resto del centro città. Esempi recenti dimostrano che queste idee non funzionano. Ma forse la banale realtà é che probabilmente non esiste nessuna strategia per questa zona della città. Esiste solo l'incuria e l'inadeguatezza della politica locale».
Parole dure che vengono però condivise da altri residenti e da commercianti.
Da tempo chiedono le telecamere di sorveglianza. «Ci sono in tutta la città, ci sono ad ogni varco Ztl, ma per via Cavour non si trovano i soldi. Forse non risolve il problema ma almeno lo attenua; perché qui continuano ad aprire negozi multietnici che, nonostante l’impeccabilità dei loro titolari, attraggono connazionali e italiani sfaccendati che stazionano a gruppetti su marciapiedi e passaggi trasformandoli in loro territorio inavvicinabile . Ci sono anche negozi che tengono aperto 24 ore su 24 e la zona di “bivacco” diventa permanente».
Cosa risponde l’assessore alla sicurezza del Comune di Asti, Luigi Giacomini, al nuovo appello che arriva da via Cavour?
«E’ in fase di studio la progettazione per il posizionamento delle telecamere. Si è fatto anche un sopralluogo con la Prefettura in merito. Entro l’autunno si potenzierà il tutto in zona stazione . C’è l’ordinanza di divieto di superalcolici estesa fino al 31 dicembre per tutti i locali della zona. Intanto c’è il potenziamento degli uomini delle forze dell’ordine quindi è bene che vengano chiamati nel caso si vedano questi episodi».
E si prende un impegno solenne: «Porterò nuovamente la problematica al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica».
E’ stato un inizio d’anno difficile per via Cavour. A fine febbraio, di notte, un “commando” di ladri molto ben organizzati ha preso d’assalto la storica gioielleria Scarpa. Incuranti dell’antifurto che è scattato, delle vetrine antisfondamento, del nuovo impianto di telecamere di videosorveglianza, si sono fatti strada nel negozio a colpi di cesoie idrauliche e hanno razziato gioielli per svariate migliaia di euro. Poi si sono dati alla fuga. Indagini ancora in corso.
A meno di una settimana da quel colpo, è arrivato quello alla Boutique Imagine, sull’altro lato della strada e circa a metà della via.
Anche in questo caso le telecamere di sicurezza collegate alla sorveglianza hanno registrato lo sfondamento delle vetrine e la razzia in pochissimi minuti di tutti i capi firmati in esposizione. Anche qui indagini ancora in corso.
Di taglio diverso quanto avvenuto al barbiere-calzolaio cinese Matteo, negozio “di schiena” a via Cavour. Qui un gruppo di maranza che da tempo gli faceva dispetti, lo ha aggredito e ha tentato di aggredire anche sua madre. Qualche mese prima scippo notturno in strada in cui la vittima, una donna, ha riportato la frattura del braccio.
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