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Nuove truffe
13 Agosto 2026 09:35:00
I furbetti, purtroppo, ci sono un po’ dappertutto, ma spesso non ci si aspetta di trovarli in un luogo che è puramente di passaggio e di servizio.
Invece è diventato un altro campo di caccia per chi ha deciso di vivere approfittando degli altri e dei loro piccoli momenti di smarrimento.
Nei giorni scorsi, sui social di Asti, è rimbalzato un post curioso scritto dalla Enilive Station di corso Alessandria, da poco rilevata dalla stessa proprietà della storica impresa di pulizie Scorpion.
“Diamo tempo fino alla fine della giornata di oggi al conducente di presentarsi presso la Enilive Station Asti Est per saldare i 60 euro di gasolio riforniti alle ore 7,05. In mancanza di riscontro, nella giornata di domani provvederemo a sporgere regolare denuncia consegnando le immagini dell’impianto di videosorveglianza”.
«L’automobilista, a qualche ora dalla pubblicazione del post, è tornato e ci ha pagato il rifornimento – dice Alessandro Brombin, titolare della stazione – Ha masticato una scusa, occhi bassi e ha pagato tutto».
Con la graduale sostituzione delle pompe fai da te con quelle a tecnologia più avanzata, è sempre più complicato fare rifornimento e poi scappare.
Con quelle self service “pure” è impossibile, perché l’erogazione non si sblocca fino a quando non si inseriscono contanti o carte.
Qualche spiraglio per i malintenzionati e i “furbetti” ci sono per quelle fai da te che sono sempre sbloccate perché prevedono il rifornimento a cura dell’automobilista e poi il pagamento in cassa. Quello è un momento in cui di tanto in tanto qualcuno si fa prendere dalla tentazione di andarsene senza saldare. Salvo poi essere ripreso dalle telecamere. In altri casi, il “furto” avviene alle pompe del “servito”. Anche quelle sono sempre sbloccate perché sono ad esclusivo uso del personale della stazione di servizio. Ma se qualcuno dei benzinai, per qualche ragione è in un’altra parte dell’area a svolgere qualche altro compito, il solito smaliziato può approfittare di un pieno gratis. E in tutti questi casi a rimetterci è il gestore del distributore. C’è però un altro caso, questo sempre più diffuso.
«Succede soprattutto di sera tarda o notte, quando c’è meno traffico di auto e meno via vai al distributore – racconta un gestore che non acconsente a fare il suo nome – Il “furbo” si accosta ad una delle pompe di benzina solitamente meno usate perché più scomode. Fa finta di trafficare per fare rifornimento ma in realtà attende che arrivi qualcuno non proprio avvezzo al self service. Come si accorge che non capisce come pagare, sia contanti che, soprattutto, bancomat o carta di credito, si avvicina e molto gentilmente si offre di aiutare. In realtà non fa altro che autorizzare il rifornimento alla pompa dove sosta la sua auto e, se è in vena, davvero fa una seconda operazione che consente al malcapitato di fare anche il suo rifornimento. Solo ad un controllo successivo delle spese con la carta viene fuori la truffa. In quel caso noi gestori non abbiamo alcuna responsabilità, ma ci spiace molto quando nostri clienti ce lo vengono a riferire. E sono sempre di più».
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