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Statistica e strade

Un morto al mese sulle strade astigiane ma solo un incidente su tre è colpa della velocità

Incrocio di dati fra il Ministero dei Trasporti e la Prefettura di Asti. L'altra causa più comune è la guida in stato di ebbrezza ma quasi il 40% è per inosservanza del Codice della Strada

Un morto al mese sulle strade astigiane ma solo un incidente su tre è colpa della velocità

Non si è ancora spenta l’eco della condanna per il tragico omicidio stradale che ha avuto per vittima Matilde Baldi che dal Ministero dell’Interno arrivano dati sconfortanti per la provincia di Asti: negli anni 2024 e 2025, in media, abbiamo pianto un morto sulle strade al mese. E per il 2026, se il trend non si arresta, il dato potrebbe peggiorare visto che a giugno la triste contabilità era già arrivata a 7.
Numeri che, in rapporto alla popolazione, collocano l’Astigiano al 12.mo posto nazionale per indice di mortalità sulle strade. Sicuramente complici anche le due autostrade che attraversano la provincia e che negli ultimi mesi hanno contato numerose vittime, fra automobilisti, camionisti e pedoni, con i due incredibili casi fotocopia di investimenti sulle corsie ad alta velocità.
L’introduzione del decreto Salvini sulla sicurezza stradale evidentemente non ha sortito l’effetto desiderato, neppure tenendo conto dell’implementazione di nuovi autovelox che, allo stato attuale, collegati alle multe salate, al rischio di sospensione della patente e di perdita di punti restano i deterrenti più efficaci.
Ma è nella indagine interna lampo fatta dal Prefetto di Asti, Claudio Ventrice, che emergono alcune risposte ai dubbi sul perché di un dato così elevato di morti sulle strade.
«Analizzando le comunicazioni che riceviamo in caso di incidenti per il successivo provvementi di ritiro della patente – ha commentato il Prefetto – emerge che la velocità causa “solo”, si fa per dire, il 30% degli incidenti mortali». E dunque gli autovelox incidono solo su un terzo dei motivi che scatenano la strage sulle strade.


«Un altro 30% è causato dalla guida in stato di ebbrezza, un fenomeno ancora troppo alto che va ridotto ad una percentuale vicina allo zero – afferma il dottor Ventrice – Ma c’è anche un preoccupante quasi 40% di ragioni che affondano direttamente nella non conoscenza e dunque nel non rispetto delle regole basilari del codice della strada. L’esempio più diffuso è la mancata precedenza ma anche l’uso del cellulare alla guida, nonostante tante automobili ora siano dotate di dispositivi di viva voce. Solo qualche residuale punto percentuale riguarda casi rari e particolari».
Cosa fare dunque? «Noi come Prefettura ci siamo sempre spesi per far rispettare il Codice della Strada, soprattutto in incontri con gli studenti che si approcciano alla guida ma evidentemente non è sufficiente. Sicuramente chiederò a tutte le forze dell’ordine di aumentare il numero di pattuglie in strada per i controlli e alla Provincia di individuare i punti in cui è possibile installare nuovi autovelox».

Eppure Asti è la provincia in cui è più difficile prendere la patente

I numeri allarmanti sulle morti in incidenti stradali apparentemente stridono con le percentuali che la provincia di Asti presenta in termini di severità nel conseguimento della patente di guida.
Un dossier del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rivela che prendere la patente ad Asti è difficilissimo. Infatti, la nostra provincia, si piazza ai vertici della classifica nazionale dei respinti con una bocciatura che supera il 34%, ovvero oltre un candidato su 3 non supera l’esame.
Una ricerca di AutoScout24, piattaforma per il mercato delle auto online, sempre sui dati del Ministero, ha fatto emergere che, per il solo esame della teoria, la percentuale di bocciati ad Asti sale al 42,6% a fronte di una media nazionale che non arriva al 40%.
Dunque non si possono incolpare gli esaminatori della Motorizzazione per l’elevato numero di incidenti mortali, perché sono proprio loro a pretendere molto rigore alla guida e attenzione da chi ha intenzione di conseguire la patente per l’auto.
Sempre AutoScout24 ha provato a sottoporre ad automobilisti con patente da almeno 5 anni, i test per l’esame di teoria della patente. Si sono resi disponibili all’esperimento circa 4 mila automobilisti piemontesi e i risultati sono molto sconfortanti: ad appena 5 anni dal conseguimento del titolo di guida, solo il 7% del campione supererebbe di nuovo l’esame.

Autovelox spenti da anni

C’è un piccolo giallo intorno alla lista di autovelox “spenti” in provincia di Asti per effetto del Decreto Salvini entrato in vigore ad inizio luglio in tema di omologazione degli apparecchi.
L’elenco stilato dal Ministero dei Trasporti parla di 2 velox ad Asti, 3 a Nizza Monferrato, 1 a San Damiano e 1 nell’Unione Collinare Monferrato Valle Versa.
Partiamo da Asti. Il comandante della polizia municipale, Riccardo Saracco, conferma che il capoluogo non ha installati al momento dei velox. Ci fu la stagione dei “velo ok”, quelli meglio conosciuti come “panettoni arancioni” che erano postazioni vuote dentro le quali, a rotazione, la polizia municipale installava i velox. Ma da anni non sono più utilizzati. Unico velox fisso attivato era quello sul rettilineo che da Valenzani porta a Quarto Inferiore ma è fermo da circa 2 anni perché non più attinente ai nuovi regolamenti.
A San Damiano i velox attualmente attivi sono omologati e regolari, assicura il sindaco Migliasso. L’elenco del Ministero si riferisce probabilmente ad un velox di vecchia generazione che è ancora in “carico” al Comune ma non funzionante da tempo.
Spiegazione simile arriva da Nizza Monferrato, dal sindaco Nosenzo che ricorda come il Comune nicese non abbia installati autovelox e che quel numero si riferisce ai vecchi “velo ok” che da almeno tre anni non vengono più utilizzati.
Quello dell’Unione Monferrato Valle Versa invece esiste e sarà rimesso in funzione a breve. E’ quello sulla salita verso Calliano Monferrato ed è stato sostituito con uno omologato di nuova generazione che attende solo gli ultimi allacciamenti tecnici. Quell’unità spenta segnata nella lista del Ministero al vice presidente dell’Unione, Paolo Belluardo, sindaco di Calliano Monferrato, proprio non risulta.

L’elenco si basa su apparecchiature obsolete che erano state segnalate dai Comuni nella mappatura chiesta a tutti gli enti e caricata su una piattaforma che ricomprende anche quelle già in disuso.

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