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Tribunale
24 Luglio 2026 18:22:00
Matilde Baldi, vittima dell'incidente avvenuto sull'autostrada Asti-Cuneo
Nessuna gara tra Porsche e nessuna omissione di soccorso. La sentenza pronunciata oggi pomeriggio dal Tribunale di Asti sulla tragica morte di Matilde Baldi, la ventenne deceduta in seguito al violento schianto tra la Porsche guidata da Franco Vacchina, 64 anni, e la Fiat 500 sulla quale viaggiava insieme alla madre, ridimensiona il quadro accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Sara Paterno. L'incidente era avvenuto l'11 dicembre scorso, poco dopo le 20, sull'autostrada Asti-Cuneo, prima dello svincolo del tunnel di Isola.
Franco Vacchina è stato condannato a otto anni di reclusione, con rito abbreviato, per omicidio stradale colposo. L'altro imputato, Davide Bertello, chiamato a rispondere di omissione di soccorso, è stato invece assolto. Il giudice non ha infatti riconosciuto l'ipotesi accusatoria secondo cui, al momento dell'incidente, le due Porsche guidate da Vacchina e Bertello stessero gareggiando tra loro. Dalle consulenze tecniche svolte durante le indagini era comunque emerso che la vettura di Vacchina viaggiava a oltre 200 chilometri orari. Esclusa la gara, è venuta meno anche l'accusa di omissione di soccorso nei confronti di Bertello, difeso dall'avvocato Michele Galasso.
L'unica condanna è quindi quella nei confronti di Vacchina, assistito dagli avvocati Ferruccio Rattazzi di Asti e Giacomo Francini del Foro di Torino. L'impatto tra la sua Porsche e la Fiat 500 condotta da Elvia Pia, madre di Matilde, fu devastante. La donna riportò ferite giudicate guaribili in 40 giorni, mentre la figlia venne trasportata in condizioni disperate all'ospedale di Alessandria, dove morì cinque giorni dopo. Madre e figlia stavano rientrando a casa, in direzione di Montegrosso. Matilde lavorava come barista al centro commerciale Il Borgo e frequentava l'università.
La famiglia Baldi si è costituita parte civile ed è stata rappresentata dall'avvocato Pierpaolo Berardi, mentre il fidanzato della giovane, Francesco Tozaj, è stato assistito dall'avvocato Alberto Bazzano. Durante l'udienza di questa mattina Vacchina non ha rilasciato dichiarazioni, mentre Bertello ha risposto alle domande del Gip Matteo Bertelli Motta.
«È stato riconosciuto l'omicidio stradale aggravato con una pena congrua, a nostro avviso, ma non è stata riconosciuta la gara. Bisognerà leggere le motivazioni del giudice, fra quarantacinque giorni, per capire perché ha preso questa decisione» ha commentato subito dopo la sentenza l'avvocato Berardi, annunciando che si riserverà di chiedere al pubblico ministero di presentare appello.
Per Elvia Pia, sopravvissuta all'incidente, nessuna sentenza avrebbe potuto restituirle la figlia. La donna, tuttavia, non ha nascosto la propria amarezza per la decisione del Tribunale. «Non sono pienamente soddisfatta delle decisioni e reputo pochi otto anni per la vita di mia figlia - ha commentato uscendo dal tribunale - Matilde era fantastica, sorrideva, era innamorata della vita e non si meritava una fine così. Ogni giorno mi alzo e lei non c'è più: questa è una sofferenza continua».
Ha poi aggiunto: «Personalmente non mi sono arrivate le scuse dell'imputato, ma se lui dice che è andato ad Alessandria per vedere mia figlia, sicuramente lei era in rianimazione e sicuramente non tutti potevano entrare a vedere una persona che stava per morire. C'ero anch'io ad Alessandria e se proprio voleva vedere qualcuno poteva informarsi e venire a chiedere di me. Poi delle scuse dell'imputato non me ne faccio nulla».
L'avvocato Alberto Bazzano ha invece espresso soddisfazione per la sentenza. «Siamo soddisfatti che sia stata riconosciuta la responsabilità di Vacchina per l'omicidio colposo stradale che ha causato la morte della povera Baldi - ha detto - Ma sono quelle situazioni che lasciano l'amaro in bocca perché, comunque, lasciano un enorme dispiacere. Leggeremo le motivazioni della sentenza e valuteremo con il pubblico ministero, rispetto alla gara che è stata esclusa, quali saranno le strade da percorrere».
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