Via Quintino Sella
14 Luglio 2026 22:46:16
Non c’è proprio pace per Palazzo Gazelli, uno degli edifici storici più antichi sopravvissuti nel cuore della città.
E anche al centro di una lunga e complessa vicenda giudiziaria innanzi al giudice civile fra i due comproprietari.
Questa volta però torna alla ribalta della cronaca per un furto subito.
Da oltre tre anni il palazzo, a causa di ripetute ordinanze di contenimento per il rischio di crolli, è “ingabbiato” da un ponteggio che dovrà servire anche per i lavori di messa in sicurezza e, successivamente, di restauro. Ponteggio che, con il passare degli anni, si è trasformato in un “parco giochi” per gli amanti del parkour urbano, dei senzatetto, degli annoiati in cerca di un posto in cui andare a disturbare e rischiare di farsi male.
Ma è diventato anche una comoda struttura per i ladri (o anche solo i curiosi) che vogliono entrare a guardare e prendere quello che ancora di valore contiene.
Come è accaduto qualche giorno fa quando, ad un controllo interno del Piano Nobile, sono mancate all’appello sette sovrapporte del XVIII che facevano parte di una serie di 11 tele e cornici. Solo più quattro sono rimaste al loro posto.
Non solo. Proprio a quel piano è presente la scenografica Stanza del Palio che custodiva una bandiera storica di grandi dimensioni recante lo stemma del Palazzo e utilizzata per la corsa negli Anni 30. Ebbene, anche quella è stata trafugata insieme a numerosi libri e altri oggetti di piccole dimensioni ancora presenti nei saloni che necessitano di restauro urgente.
I ladri, secondo una ricostruzione di Luigi Schiappietra, amministratore del Palazzo (che ha la forma giuridica di condominio in quanto la Schiappapietra Finanziaria ne è proprietaria insieme alla famiglia Currado-Mazzarolli) e firmatario della denuncia di furto, probabilmente i ladri hanno avuto accesso dal ponteggio ad una finestra che è stata forzata. Una volta staccate, sovrapporte e bandiera, sono state caricate su un furgone in via Sella, unica via abbastanza larga per consentire il passaggio di un mezzo idoneo al trasporto di quanto rubato.
Il furto, insieme alle intrusioni notturne e all’alta probabilità di crolli di parti dello storico immobile era uno dei rischi presentati da Schiappapietra nell’azione contro i comproprietari per poter agire almeno con la messa in sicurezza. Condivisi in larga parte anche dalla Sovrintendenza.
Dopo la riapertura del procedimento di esecuzione nei confronti della famiglia Mazzarolli Currado, è stato nominato un custode giudiziario dell’intero immobile. Nelle scorse settimane i tre piani della dimora sono stati sottoposti a perizia tecnica disposta dal tribunale.
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