Appello
09 Luglio 2026 10:07:00
E dopo il Gup di Torino, anche la Corte d’Appello ha ritenuto che dovessero andare tutti assolti gli imputati dell’operazione “Oro Nero” che nella primavera del 2023 aveva portato agli arresti domiciliari tre persone.
Un’indagine che era stata condotta dai carabinieri del Noe di Torino ed Alessandria coordinati dalla Dia di Torino (di qui la sede torinese anche per il processo di primo grado) nonostante riguardasse un’azienda astigiana, la Astigiana Riciclati (A.R. srl) con sede a Castello d’Annone.
Molto settoriale il lavoro della A.R.: processa terre e rocce da scavo, fanghi da depurazione e scorie di fonderie trasformandoli da rifiuti speciali a materia prima secondaria, quella riciclata per essere utilizzata, ad esempio, per i fondi stradali e le coperture delle discariche di rifiuti pretrattati.
Gravi le accuse che erano state mosse all’amministratore delegato Giuliano Passalacqua, al suo consulente ambientale ingegner Sandro Gennaro, al manager Nicola Bassanetti, al direttore tecnico di laboratorio di analisi Giampaolo Agnetta e al funzionario della Provincia Fabio Quirico.
Una riguardava un profilo più strettamente amministrativo e burocratico: l’autorizzazione ad operare la trasformazione da rifiuti a materiale prima secondaria sarebbe stata illegittima perché frutto di valutazioni di relazioni tecniche concordate e costruite a tavolino per ottenere le certificazioni necessarie. Perché, e qui arriva la seconda accusa, di carattere più tecnico ed operativo, nei fatti la A. R. avrebbe sottoposto i rifiuti a semplici operazioni di miscelazione ed omogeneizzazione senza adempiere invece ai trattamenti che li avrebbero inertizzati. Accusati, dunque, di cambiare solo l’aspetto ma non la sostanza del materiale.
Gli imputati, difesi dagli avvocati Avidano e Rossini per Passalacqua, Avidano solo per Agnella, Vallese per Gennaro, Rattazzi per Quirico e Cecconi per Bassanetti, hanno sempre respinto le accuse e avevano scelto in primo grado la strada del rito abbreviato condizionato alla deposizione di alcuni consulenti sulle materie a giudizio A fronte di richieste di condanne dai 2 ai 4 anni, il Gup aveva assolto tutti riconoscendo la validità dell’autorizzazione con una ammenda per un’inosservanza minore.
La Procura aveva proposto ricorso contro tutti tranne Agnella e Bassanetti. E nei giorni scorsi anche il giudice di secondo grado ha confermato la sentenza di assoluzione.
«Sono stati sette anni di vita difficilissimi per me e per la mia famiglia - è il commento amaro di Giuliano Passalacqua - Non posso che ringraziare i miei cari e gli amici che mi sono stati sempre vicino oltre agli avvocati e ai consulenti che hanno fatto uno straordinario lavoro per dimostrare l'infondatezza delle accuse rivolte. Se posso permettermi, però, vorrei anche far notare come vicende giudiziarie come queste mettono in ginocchio le aziende e distruggono le vite di imprenditori e delle loro famiglie».
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