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Studenti astigiani iscritti ai "diplomifici" sospesi rischiano di saltare la maturità

Sono almeno una trentina e non hanno ancora svolto nè gli scritti e nè gli orali. Nessuna notizia dagli istituti "visitati" dalla Guardia di Finanza in provincia di Napoli

Studenti astigiani iscritti ai "diplomifici" sospesi rischiano di saltare la maturità

Mentre per la maggior parte di ragazzi di quinta superiore la maturità si sta avviando al termine, con gli ultimi orali previsti questa settimana, non altrettanto possono dire una trentina di studenti che, pur ammessi, la maturità ancora non l’hanno neppure iniziata.
Sono i ragazzi iscritti a due istituti scolastici della Campania che la scorsa settimana sono stati visitati dalla Guardia di Finanza che ha sospeso la loro paritarietà bloccando, di fatto, gli esami di maturità che hanno lasciato in sospeso centinaia di studenti da tutta Italia, Asti compresa.
L’operazione della Finanza coordinata dalla Procura di Nola, è quella contro i cosiddetti “diplomifici”, ovvero istituti paritari privati con più sedi e numerosi iscritti, accusati di gravi irregolarità.
In particolare, le accuse di associazione per delinquere e falso in atto pubblico che hanno raggiunto nove persone riguardano un modus operandi piuttosto collaudato: gli istituti iscrivevano centinaia di studenti provenienti da ogni regione d’Italia (il Piemonte era quello che contava più studenti) chiedendo loro di fissare il loro domicilio nella provincia di appartenenza della scuola per avere il titolo a sostenere là gli esami. Ma, di fatto, secondo le indagini della Finanza, la maggior parte dei maturandi venivano registrati come presenti alle lezioni mentre non si erano mai recati fisicamente in quella scuola o ci erano andati solo in rare occasioni. Gravi irregolarità nella registrazione delle presenze che consentiva il raggiungimento, solo sulla carta, del numero di giorni di frequenza minimi per dare la maturità. E su uno di questi due “diplomifici” il dubbio è anche sulla effettiva presenza durante il giorno degli esami da parte dei candidati. Il tutto con una iscrizione media di 2500 euro.
Una di queste famiglie astigiane si è rivolta a La Nuova Provincia per denunciare questa situazione di “sospensione” dell’esame di maturità. Il loro figlio si era rivolto alla scuola paritaria con voti molto alti e una eccellente preparazione in una precedente scuola statale. La decisione era stata presa per ragioni squisitamente logistiche. «Mentre si preparava ad andare a dare l’esame, ci è stato detto che era tutto chiuso e sotto sequestro – racconta la madre – e nessuno è in grado, da giorni, di dirci ora che succederà. Mio figlio ha già fissato un concorso pubblico a fine luglio al quale temiamo non potrà partecipare in quanto non sappiamo se sarà già in possesso del diploma oppure no. Ci hanno lasciati nell’incertezza e mentre tutti gli altri stanno finendo l’esame, lui non l’ha ancora iniziato».
Infatti la palla ora passa all’Ufficio Scolastico regionale della Campania che dovrà trovare un modo per sottoporre agli esami di maturità le centinaia di iscritti ai due istituti cui è stata tolta la paritarietà.
Una soluzione potrebbe essere quella di sessioni straordinarie a luglio oppure a settembre in modo da consentire, a chi passerà l’esame, di iscriversi all’Università.

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