Giornata di formazione
11 Giugno 2026 17:18:57
Il caso Garlasco ma anche l'omicidio di Meredith di Perugia e la strage di Erba lo hanno insegnato a tutti, se ancora non si fosse capito: la scena del crimine parla ed è fondamentale preservarla il più possibile per i rilievi degli investigatori scientifici che devono repertare, fotografare, analizzarne ogni centimetro quadrato.
Ma, a volte, non è possibile "cristallizzare" la scena perché in presenza di feriti, i primi ad arrivare sono i soccorritori del 118 e, nel pieno e legittimo agire della loro mission, cioè curare e stabilizzare la persona ferita, rischiano di inquinare il luogo in cui è maturato il delitto.
Così, con l'obiettivo di offrire una maggiore consapevolezza ai soccorritori sui luoghi potenzialmente scene del delitto, oggi si è tenuta alla Croce Verde di Asti una giornata di formazione dedicata a chi sugli interventi ci va ad ogni turno e spesso può essere la prima persona a calcare una scena del crimine. "In cattedra" carabinieri investigatori del Comando provinciale di Asti e del reparto specializzato dei Ris.
La mattinata è stata dedicata interamente alla teoria: ad ascoltare una sessantina fra volontari e dipendenti della Croce Verde di Asti, Mombercelli, Castagnole Lanze, Torino e Novara con una decina di carabinieri che hanno spiegato a cosa fare attenzione.
Il focus principale, per i soccorritori, rimane occuparsi della salute della persona ferita, questo è evidente, ma nel farlo è possibile evitare degli errori di contaminazione che, nel prosieguo delle indagini, potrebbero intralciare la ricerca della verità sull'accaduto e dell'eventuale autore di delitti.
Nel pomeriggio si è passati dalla teoria alla pratica con due "casi-studio".
Il primo allestito nel salone della Croce Verde dove una ragazza, Greta, ha interpretato la parte di una giovane donna accoltellata in casa. La chiamata viene fatta dalla sua coinquilina che, all'arrivo dei soccorritori indossa una maglia sporca di sangue. Fra i divani la "vittima" (abilmente truccata da altri volontari Croce Verde), inerme, con un grande coltello appoggiato vicino. Macchie di sangue, arma del delitto, maglia sporca di sangue: tutti elementi che sono stati preservati nel soccorso della squadra arrivata sul posto.

Così come sono stati preservati gli elementi del ragazzo, Lorenzo, impiccato per finta nel garage e soccorso senza sapere se si è trattato di un gesto volontario oppure di un omicidio mascherato da suicidio. Anche in questo caso, ad esempio, è stato lasciato integro il telone retrostante e sono stati maneggiati il meno possibile le corde per la futura ricerca eventuale di Dna.
Al termine di ogni esercitazione, il debriefing con i responsabili della Croce Verde e dei carabinieri del Ris, fra i quali il maresciallo maggiore Dario Capatti per far emergere gli eventuali errori (sono stati pochissimi) e gli accorgimenti per rendere ancora più "pulito" il soccorso.
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