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Asti
07 Maggio 2026 17:22:17
A quasi 24 ore dall'accaduto non si placa la rabbia dei tanti pendolari, lavoratori e passeggeri occasionali che ieri sera sono stati bloccati per ore alle stazioni di Asti e Torino a causa dell'interruzione del traffico ferroviario per consentire i rilievi della Polfer intervenuta sull'investimento di una donna alla stazione di Baldichieri.
In redazione sono giunte numerose telefonate e mail di persone che, umanamente, hanno compreso il dramma che ha portato alla perdita di una vita, che sia per suicidio o per tragico incidente, ma più prosaicamente sono arrabbiate con la gestione dell'emergenza da parte di Trenitalia.
«L'incidente è avvenuto prima delle 18 - è la lamentela comune - e ci sarebbe stato tutto il tempo di riproteggere i viaggiatori con i bus sostitutivi che invece sono stati attivati dopo le 21 lasciandoci in stazione, chi a Torino e chi ad Asti, ad aspettare senza comunicazioni precise nè previsioni di partenze».
Fra coloro che sono rimasti a piedi, anche il Prefetto di Asti, Claudio Ventrice e il Procuratore della Repubblica di Alessandria Parodi: entrambi utilizzano abitualmente il treno per i loro spostamenti da casa al posto di lavoro. Proprio il Prefetto di Asti ha mobilitato il suo responsabile della Protezione Civile, il dottor Sartor, per l'intervento su un treno fermo da ore in stazione sul quale viaggiava una scolaresca di bambini delle elementari di Pisa diretti a Genova Brignole. Uno dei treni sospesi. A dare un po' di sollievo a bambini e maestre accompagnatrici, subissate di telefonate e richieste di aggiornamenti da parte dei genitori dei piccoli, ci hanno pensato i volontari della Croce Rossa che hanno distribuito bottigliette d'acqua, biscotti e altri generi di conforto.
E se la mancanza di comunicazione è la lamentela più forte e diffuso, anche il servizio bus sostitutivo, poi attivato in tarda serata, ha fatto storcere il naso perché, soprattutto da Torino, i tanti studenti e lavoratori che dovevano tornare ad Asti hanno dovuto districarsi fra mezzi che facevano solo il tragitto diretto e altri che invece facevano tutte le fermate, ma senza un'indicazione precisa. Per chi viaggiava al contrario, da Asti a Torino, il capolinea è stato fissato a Trofarello. «Da lì, quando siamo arrivati, non era disponibile alcun mezzo pubblico per raggiungere Torino - raccontano al giornale - così tutti si sono arrangiati come hanno potuto: chi si è fatto venire a prendere, chi ha condiviso il costo del taxi con altri fino al capoluogo, chi ha scelto Uber, chi ha dovuto ancora aspettare a lungo qualcuno disponibile a venirlo a recuperare. In balia del destino».
(Foto creata con AI)
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