Cerca

Ex mutua occupata di via Orfanotrofio:<br/>il sindaco firma l&#39;ordinanza di sgombero

Ex mutua occupata di via Orfanotrofio:<br/>il sindaco firma l&#39;ordinanza di sgombero

Per motivi di sicurezza le famiglie dovranno lasciare l'immobile entro 15 giorni, salvo ricorso al TAR - Il Coordiamento Asti Est: «Ha più l'aspetto di un atto formale sebbene non sia meno preoccupante rispetto al precedente atto di sgombero dell'allora sindaco Galvagno»

Il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo ha firmato, giovedì mattina, una nuova ordinanza di sgombero dei locali dell'ex mutua di via Orfanotrio, da circa 3 anni occupata da un gruppo di famiglie rimaste senza casa. Già nel 2011 l'ex sindaco Giorgio Galvagno aveva predisposto un primo atto di sgombero, ordinanza disattesa dagli occupanti e molto contestata dal Coordinamento Asti Est che si occupa di fronteggiare l'emergenza abitativa in città.

La nuova ordinanza, che recepisce una nota dei vigili del fuoco del 7 dicembre 2013 a seguito di un incendio al piano terra e che cita il verbale dei tecnici del Comune, redatto il 29 gennaio scorso e nel quale vengono segnalati allacciamenti impropri alla rete idrica e ad un contatore Enel provvisorio, oltre alla presenza di bombole di GPL utilizzate per i piani cottura, stufe e scalda acqua a gas più altre stufe elettriche, a legna e a pellets installate in locali privi di adeguata aerazione., intima ai 12 nuclei familiari occupanti di lasciare la palazzina entro 15 giorni per motivi di sicurezza, pena la denuncia all'Autorità Giudiziaria.

Il sindaco Brignolo, contestualmente, invita la proprietà dell'immobile, in questo caso l'ASL di Asti, a provvedere immediatamente, avvenuto lo sgombero, ad «assumere tutte le cautele necessarie per garantire da ogni possibile danno la pubblica e privata incolumità». Le famiglie occupanti potranno ricorrere al TAR entro 60 giorni ma secondo Carlo Sottile, rappresentante del Coordinamento Asti Est, l'ordinanza di sgombero «ha più l'aspetto di un atto formale sebbene non sia meno preoccupante rispetto al precedente atto di sgombero dell'allora sindaco Galvagno. E' un'ordinanza - conclude Sottile - che però contraddice i messaggi tranquillizzanti dati in questi anni dall'amministrazione».

Anche per l'assessore ai Servizi Sociali Piero Vercelli si tratta sicuramente di un atto dovuto «perché non c'è nessuna intenzione di cacciare nessuno ma, ovviamente, quella palazzina occupata rappresenta un problema serio, pur motivato dalla situazione contingente alla crisi che si sta vivendo».

Riccardo Santagati
Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133