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Ritrovato dipinto rubato 80 anni fa<br/>in una chiesa di Incisa Scapaccino

Ritrovato dipinto rubato 80 anni fa<br/>in una chiesa di Incisa Scapaccino

A ottant’anni dalla sua scomparsa, la “Crocifissione con Santi” trafugata tra le due guerre a Incisa Scapaccino è stata restituita alla Diocesi di Acqui Terme. Il merito dell’operazione va ai

A ottant’anni dalla sua scomparsa, la “Crocifissione con Santi” trafugata tra le due guerre a Incisa Scapaccino è stata restituita alla Diocesi di Acqui Terme. Il merito dell’operazione va ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino. L’attività d’indagine che ha portato al recupero del pregiato manufatto ha avuto origine nel 2008, quando il dipinto è ricomparso sul mercato antiquario e, tramite un noto mercante d’arte di Torino che lo aveva acquistato nel corso di un’asta avvenuta a Milano nel 2001, venduto ad un privato collezionista.

Gli accertamenti attraverso la  “Banca Dati dei Beni Illecitamente Sottratti”, congiunti agli approfondimenti richiesti agli esperti funzionari della Soprintendenza, hanno confermato la provenienza illecita. Il riscontro positivo è stato immediatamente comunicato all’Autorità Giudiziaria e ha portato al sequestro dell’opera nell’abitazione del detentore, il quale l’aveva acquistata in buona fede, del tutto ignaro della vicenda.

Il dipinto in questione risale al XV secolo ed è una tempera e oro su tavola, la cui realizzazione è attribuita al pittore conosciuto con il nome di “Maestro Incisa di Scapaccino”, costituente la cuspide di un polittico che, sino al momento della sparizione avvenuta tra gli anni 1920 e il 1940, era esposta nella Chiesa di San Giovanni Battista nel territorio del piccolo borgo astigiano.

Il reperto, secondo gli esperti della Soprintendenza per i Beni Storico Artistici e Etnoantropologici del Piemonte che ne hanno curato lo studio, appartiene al polittico smembrato e originariamente composto da 9 tavole, oggi conservate ed esposte presso la chiesa di Nostra Signora del Carmine, la cui realizzazione è stata indicata nel 1410. La cuspide lignea, dopo la scomparsa, era stata sostituita così come la tavola centrale ancora mancante raffigurante “Madonna con Bambino”, da una copia fatta realizzare appositamente per l’esposizione, in sostituzione dell’originale illecitamente sottratto.
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