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«Il suo cane qui non può entrare»<br/>Non vedente lasciata fuori dal ristorante

«Il suo cane qui non può entrare»<br/>Non vedente lasciata fuori dal ristorante

Una situazione imbarazzante che sembra essersi originata da un equivoco. È quanto accaduto ad Asti in un ristorante di corso Alessandria, che ha avuto come protagonista Renata Sorba, coordinatrice

Una situazione imbarazzante che sembra essersi originata da un equivoco. È quanto accaduto ad Asti in un ristorante di corso Alessandria, che ha avuto come protagonista Renata Sorba, coordinatrice provinciale dell’Apri (Associazione piemontese retinopatici e ipovedenti) e già arciera non vedente, York, il labrador che è diventato suo cane guida e il ristorante “Alla Piazza”, la cui direzione ora desidera scusarsi pubblicamente per quanto accaduto. Quella che doveva essere un’occasione per passare del tempo con degli amici, a causa di un equivoco, è diventata un momento di riflessione. L’appuntamento al ristorante “Alla Piazza”, era stato prenotato via telefono; durante la conversazione telefonica era stato fatto presente al ristorante la presenza di un cane, una notizia che, in un primo momento, non aveva creato problemi.

Una volta giunti al locale, il personale, che probabilmente non aveva compreso di che tipo di cane si trattasse e quali fossero le sue dimensioni, si è opposto all’ingresso dell’animale. In quel frangente, non sono servite le spiegazioni del gruppo di cui faceva parte Renata sulle peculiarità dei cani guida e di come fossero autorizzati a entrare nei locali, così come la proposta di organizzare un tavolo più isolato. Una situazione di cui i gestori del ristorante, un locale da poco aperto, hanno compreso la gravità, e di cui desiderano scusarsi sottolineando come il tutto sia nato da un’incomprensione, probabilmente accentuata dalla difficoltà linguistica. Il titolare, al momento del fatto, non era presente e il personale, si sarebbe attenuto alle indicazioni generiche ricevute, riguardanti solamente le dimensioni dei cani e che non prendevano una situazione del genere.

Una situazione in cui non ci sarebbe stata la prontezza di chiedere subito un parere al personale italiano presente in un’altra parte del locale. Una volta compresa la situazione, dopo aver ricevuto istruzioni di permettere l’accesso al cane, non sarebbe più stato possibile raggiungere il gruppo ormai allontanatosi. La gestione del ristorante, sottolineando come le sue porte ora saranno aperte ai cani guida, oggi si scusa. La comitiva ha poi continuato la serata altrove, con l’amaro in bocca per l’accaduto. Un incidente che sembra quindi essersi risolto, ma che ha fatto riflette la protagonista: «si diventa anestetizzati», indicando non un senso di apatia, ma una situazione che spinge a interrogarsi su quanta strada ci sia ancora da fare, e se il lavoro svolto fino a ora sia sufficiente. Una situazione di notevole disagio che si spera non si ripeta più in futuro. Il ristorante ora, chiarita la situazione, sarà pronto ad affrontare queste situazioni come previsto dalla legge del 25 agosto del 1988 e rinnova le sue scuse per la situazione che si è venuta a creare.

Davide Baino
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