E' quasi un testa a testa quello fra Asti e Palermo; peccato che si tratti del numero di rapine agli uffici postali calcolati su ogni 100 mila abitanti. Asti ne ha 4 mentre Palermo ci supera di
E' quasi un testa a testa quello fra Asti e Palermo; peccato che si tratti del numero di rapine agli uffici postali calcolati su ogni 100 mila abitanti. Asti ne ha 4 mentre Palermo ci supera di appena due unità. E' uno dei dati più singolari che emergono da una "mappa del crimine" digitale elaborata da L'Espresso traendo i dati dalle statistiche Istat sulle denunce per i diversi reati e sul rapporto 2014 dello stesso Istituto sul benessere equo e sostenibile. Sempre restando sul reato delle rapine alle Poste, in Piemonte Torino non ne segnala neppure una mentre le altre province si fermano ad una per ogni 100 mila abitanti. Se allarghiamo lo sguardo alle rapine in generale scopriamo che Asti, con le sue 43 denunce, è seconda solo a Torino (218) mentre tutte le altre province piemontesi ne vantano meno.
Siamo al pari con Cuneo per le rapine in banca (2 ogni 100 mila residenti) con Torino che ne registra 4 e tutti gli altri solo 1. E, se non bastassero le notizie sui furti in abitazione, a dare conferma della recrudescenza del reato arrivano i dati della ricerca che mettono Asti al primo posto in Piemonte: 649 denunce contro le 636 di Torino, le 596 di Alessandria, 563 di Cuneo, 495 di Novara, 394 di Biella e 379 di Vercelli. Questo per quanto riguarda lo specifico dei furti nelle case, mentre va un po' meglio (a metà classifica piemontese) per quanto riguarda i furti in generali che ci pongono dopo il record di Torino (5925 per 100 mila abitanti), di Novara (2160) e Alessandria (2242) ma prima di Vercelli (1697), Biella (1575) e Cuneo (1527). Basta andare alla voce "delitti informatici" per trovare un altro primato tutto piemontese: 31 denunce ad Asti, 30 a Torino, 22 a Vercelli e poi 16 a Cuneo, 11 ad Alessandria, 10 a Novara e 9 a Biella.
Una città, quella di Asti, che evidentemente non riesce a difendersi neppure dai danneggiamenti ad auto e cose, se i dati che emergono dalle denunce di questo tipo di reato sono 838, seconde, per numero, solo a Torino. Anche in questo caso, tutte le altre città piemontesi, decisamente omologhe alla nostra, ha numeri inferiori mentre Cuneo, addirittura, dimezzati rispetto ad Asti. Nella lunga casistica di reati Asti "brilla" per una voce che si trova quasi al fondo ma che è estremamente odiosa ed esecrabile, quella delle violenze sessuali. Sono 9 i casi astigiani ogni 100 mila abitanti contro i 13 torinesi, al pari con i novaresi mentre tutti gli altri capoluoghi di provincia sono sotto queste medie. I numeri e le medie, come sempre, vanno presi con le molle, tenuto conto che non in tutta la nazione si ha la stessa propensione a denunciare ogni tipo di furto e reato ma, considerando che sono stati usati gli stessi metodi di lavorazione dati per tutta Italia, non si può non notare una brutta posizione per una città che, per numero di abitanti e posizione geografica potrebbe godere di una maggiore sicurezza.
Sui furti in appartamento e villa, che a livello nazionale sono raddoppiati negli ultimi anni, il nord è l'area più colpita. Secondo gli esperti di Transcrime, che hanno collaborato alla stesura del rapporto de L'Espresso, questo tipo di reati richiede un livello molto alto di competenza e preparazione, dunque non è un frutto diretto della crisi. Piuttosto, dicono, è più probabile che le organizzazioni criminali si stiano specializzando in questo tipo di attività e dunque sarebbe un fenomeno da monitorare con particolare attenzione.
Daniela Peira
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