Una giornata d'inferno quella di sabato allo stabilimento Friges di Calamandrana. A pochi giorni di distanza, quello che rimane è soprattutto il ricordo di un'imponente e spessa nube scura
Una giornata d'inferno quella di sabato allo stabilimento Friges di Calamandrana. A pochi giorni di distanza, quello che rimane è soprattutto il ricordo di un'imponente e spessa nube scura che si è levata sopra l'intera valle, visibile anche da parecchi chilometri. E un immane calore sprigionatosi dal capannone, un calore che poteva percepire distintamente chiunque fosse passato sabato mattina in automobile lungo quel tratto di provinciale, tra Calamandrana e Canelli. Persino il traffico in quei concitati momenti si è fatto più confuso e caotico; vetture andavano e venivano dal piazzale di fronte al grande cancello di ingresso, così come dagli spazi limitrofi. Chi si fermava a osservare, chi commentava per telefono; ovunque la preoccupazione, qua e là lo sconforto, in particolare da chi presso la grande azienda ha lavorato fino a pochi mesi fa così come da chi, semplicemente, ne ha seguito le vicende segnate da fortune alterne. Un marchio conosciuto ed esportato nel mondo, nel ramo dei termosanitari, e una grande scritta a caratteri cubitali, visibile dalla provinciale, che chiunque abiti in zona non poteva non conoscere.
L'incendio è scoppiato intorno alle 11 di sabato mattina, aggredendo i circa 2000 metri quadri del capannone destinato all'isolamento delle condotte in rame. Rapido l'intervento dei Vigili del Fuoco a forze congiunte di Nizza, Canelli e Asti. Di fronte a loro un difficile compito, quello di aprire porte e finestre dell'edificio domando le fiamme e in contemporanea preservando l'integrità della struttura. Sono stati una decina i mezzi coinvolti; dopo aver arieggiato il capannone, i vigili del fuoco si sono trovati di fronte a fiamme altissime, che si sono estese per vari metri, affrontate grazie a getti d'acqua e di schiuma. Il danneggiamento all'edificio è ha avuto come conseguenza, in tarda mattinata, il crollo parziale del tetto, avvenuto fortunatamente senza conseguenze per le persone. Molte le operazioni collaterali di messa in sicurezza del sito, per ridurre i rischi per la sicurezza, mentre nell'aria continuava a propagarsi il fumo denso e dall'odore pungente.
Le operazioni sono state osservate a distanza, con curiosità e dispiacere, da un po' tutta la valle; non era difficile, rientrando verso Nizza o Canelli, incontrare capannelli di persone intenti a osservare l'inquietante nube scura. Intorno alle 16 le operazioni di contrasto all'incendio si erano concluse. «Per fortuna non ci sono stati danni alle persone commenta, a freddo, il sindaco di Calamandrana Fabio Isnardi. Mi sono subito preoccupato dell'incolumità dei residenti della zona e perciò ho interpellato ASL e ARPA, che mi hanno assicurato sull'assenza di pericoli per la salute delle persone. Anche la frutta e la verdura negli orti circostanti può essere tranquillamente consumata, previo un attento lavaggio». Il primo cittadino calamandranese fa un ringraziamento in particolare: «Un caloroso grazie ai vigili del fuoco, intervenuti prontamente. Il loro è stato un lavoro encomiabile che ha permesso di evitare che l'incendio assumesse dimensioni anche maggiori».
f.g.
Commentascrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti