Hanno volumetrie che consentono qualunque tipo di destinazione, pregi architettonici che regalano suggestioni di grande classe ed eleganza e una posizione "urbanistica" con valori di mercato
Hanno volumetrie che consentono qualunque tipo di destinazione, pregi architettonici che regalano suggestioni di grande classe ed eleganza e una posizione "urbanistica" con valori di mercato fra i più alti della città. Eppure nessuno li vuole. Parliamo dei tre grandi immobili dell'Asl di Asti dismessi con l'entrata in funzione del nuovo ospedale Cardinal Massaia: il vecchio ospedale di via Botallo, l'ex Mutua di via Orfanotrofio e l'ex Maternità di via Duca degli Abruzzi. Giovedì scorso, alle 15 (ora di scadenza dell'asta) nessuna busta è pervenuta alla direzione dell'Asl per avanzare un'offerta di acquisto in blocco dei tre immobili, su prezzo base di circa 23 milioni e 640 mila euro (8 in meno rispetto alla prima asta, anch'essa andata deserta).
Per un po', dunque, chiunque avesse sperato in una rinascita urbanistica di questi tre grandi contenitori dovrà mettersi il cuore in pace. Non è infatti prevista, a breve, una terza asta alle stesse condizioni e neppure l'ipotesi di vendita separata dei tre immobili è fra quelle contemplate dall'Asl nei prossimi mesi. Il direttore Valter Galante è stato molto chiaro: «Noi abbiamo espletato queste prime due aste così come concordato con il precedente assessore regionale alla sanità Cavallera ?-dice- ora saranno il nuovo assessore e la nuova giunta a doverci dare la linea da tenere sulla destinazione di questi tre immobili».
Con la nuova giunta si riparte da zero e va anche accertato se i nuovi amministratori regionali intendano ancora procedere con il piano di alienazione per far cassa e ridurre il grande debito sanitario regionale oppure continuare a mantenere la proprietà con una soluzione che però, le faccia "rendere". «Alcuni operatori economici auspicano che si riesca ad ottenere dalla discussione un frazionamento del lotto -commenta la consigliera regionale Angela Motta - in modo da rendere ciascuno più appetibile sia dal punto di vista economico che gestionale. In questo modo, forse, potrà essere più semplice ed incentivante per il privato investire partendo da un progetto innovativo. Per l'interesse della città sarebbe però necessario che ogni immobile trovasse una sua destinazione e il relativo soggetto che possa farsene carico. Inoltre -prosegue la Motta- sarebbe importante evitare che la Regione faccia rientrare i tre immobili all'interno di un fondo immobiliare, permettendo così al Comune di Asti di avere un interlocutore locale, quale l'ASL, con cui sviluppare eventuali progettualità».
Il vecchio ospedale è quello che la città percepisce come un "vecchio gigante in agonia". I suoi 107 mila metri cubi di superficie utile e l'ingresso su tre strade diverse nel pieno centro cittadino, lo rendono un immobile molto appetibile dal punto di vista urbanistico, ma i lavori per adattarlo e ristrutturarlo sono enormi. Tante le idee che negli anni si sono susseguite sulla sua nuova destinazione: da sede di un polo commerciale con annessi studi professionali a complesso residenziale di lusso. Nel passato più recente è stata avanzata la proposta di ospitarvi l'Albergo Etico astigiano e nei cassetti di professionisti astigiani è già pronto qualche progetto innovativo in attesa di essere presentato al prossimo proprietario dell'immobile.
Più travagliata la storia attuale dell'ex Mutua di via Orfanotrofio: i suoi 8600 mila metri cubi di labirinto, fra vecchi uffici, ambulatori e sale di attesa, sono diventati "casa" da tre anni per una dozzina di famiglie sfrattate italiane e straniere che hanno occupato alcune parti dell'edificio e hanno ricondizionato i locali trasformandoli in piccoli appartamenti mentre al piano terra ha trovato posto un salone comune per incontri e feste. L'Asl, in veste di proprietaria, aveva immediatamente sporto denuncia per l'occupazione e per i rischi che corrono gli inquilini abusivi vivendo in una struttura abbandonata; è attualmente pendente un'ordinanza definitiva di sgombero delle famiglie.
L'edificio che invece ha mantenuto più integro il suo stato è quello dell'ex Maternità che si affaccia sul parco Biberach. Con 28800 mila metri cubi di superficie utile, era stata al centro di un'idea di trasferimento dell'Istituto Castigliano (poi sfumato), trasformazione in piccolo centro commerciale con annessi alloggi e appartamenti, ma poi non se ne è fatto nulla.
Daniela Peira
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