Si preannuncia un mezzo esercito di parti civili nel processo a carico di Pierino Santoro, l'ex direttore dell'Atc di Asti accusato di essersi impossessato, nel corso di una decina di anni, di
Si preannuncia un mezzo esercito di parti civili nel processo a carico di Pierino Santoro, l'ex direttore dell'Atc di Asti accusato di essersi impossessato, nel corso di una decina di anni, di 9 milioni di euro dai conti dell'ente che gestisce le case popolari di Asti e provincia. Ad oggi hanno confermato la loro costituzione il Comune di Asti, la Regione Piemonte, lo stesso Atc con la nuova dirigenza cui si aggiunge la recente decisione di fare lo stesso da parte della giunta di Villanova, la richiesta della minoranza del consiglio di Nizza di seguire la stessa via (il sindaco Flavio Pesce è stato uno dei presidenti dell'Atc nel periodo degli ammanchi contestati), mentre l'avvocato Maurizio La Matina conferma di aver ricevuto formale mandato per conto del Coordinamento Asti Est e della Cgil di Asti.
Una lista già nutrita che potrebbe ulteriormente allungarsi per forza di un'iniziativa di Pierfranco Verrua, ex assessore ai Servizi Sociali del Comune di Asti che, in questa partita gioca un ruolo di "provocatore". «Mi propongo non come ex assessore, ma come cittadino estremamente indignato per quanto successo -spiega- e non ci sto ad una chiusura sotto traccia della vicenda processuale a carico di Santoro. Qui si parla di denaro pubblico, una montagna di denaro pubblico, e la gente ha il diritto di sapere come sia avvenuta la sua sottrazione dalle casse dell'Atc. Faccio un appello a tutti coloro che hanno a cuore le mie stesse motivazioni per creare una sorta di Comitato con il compito di informare il maggior numero possibile di cittadini che hanno subito danni (concreti o di immagine), in primis tutti gli inquilini Atc e le famiglie nella graduatoria in attesa di assegnazione, mettendoli al corrente della possibilità di costituirsi parte civile. Non importa l'appartenenza politica, l'importante è arrivare a creare un fronte comune di parti civili per chiedere un processo pubblico, aperto a tutti».
Per Santoro un appuntamento è già stato fissato: è quello del 23 settembre con il rito abbreviato. Un processo a porte chiuse in cui il giudice decide sulla base degli atti raccolti dalla pubblica accusa e concede uno sconto di pena per la scelta del rito. Nei giorni scorsi è stata depositata però anche un'istanza di patteggiamento a 4 anni: una condanna che, con un anno di affidamento ai servizi sociali, metterebbe, se accettata da pm e gup, al riparo l'ex direttore dal carcere. E che, costringerebbe tutte le parti ad una separata causa civile, per eventuali risarcimenti. Mentre l'avvocato Caranzano che rappresenta il Comune di Asti si dichiara contrario al patteggiamento, l'avvocato La Matina ribadisce che la prima preoccupazione è «capire dove siano finiti tutti i soldi mancanti alle casse dell'Atc. Una volta scoperto questo, si passi al loro totale recupero per destinarli alla parziale soddisfazione delle emergenze abitative di questa città».
Daniela Peira
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