03 Aprile 2015 17:00:00
In dieci anni una cartella esattoriale ha quasi decuplicato il suo valore. E il suo intestatario mette mano alla sua vena artistica per una protesta plateale (e autorizzata). Parliamo di Cosimo Gatti,
In dieci anni una cartella esattoriale ha quasi decuplicato il suo valore. E il suo intestatario mette mano alla sua vena artistica per una protesta plateale (e autorizzata). Parliamo di Cosimo Gatti, pittore di Agliano, crollato sotto le prime picconate della crisi tuttora perdurante. Dopo aver svolto lattività di autotrasportatore in proprio per tanti anni, Gatti ha chiuso la sua partita Iva nel 2004 con un debito verso lo Stato di circa 9 mila euro per il mancato pagamento dei contributi nei tre anni precedenti. «Di lì sono cominciati i miei guai racconta Gatti perché da quel momento Equitalia mi ha perseguitato per riscuotere quella cartella. Mi è stata ipotecata la casa per due volte e, ad ogni anno che passava, il valore da restituire aumentava. Oggi siamo arrivati a 77 mila e 326 euro. Che non ho, perché non ho un impiego stabile e sono stato a lungo ospitato nel dormitorio di Asti».Edicola Digitale
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