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Asti, iscrizioni aperte per diventare un'operatrice dei Centri Antiviolenza

Violenza sulle donne: gli eventi<br/>della Giornata internazionale
Basta aprire le pagine di cronaca di qualunque giornale o scorrere le news sul cellulare per capire che il tema dei femminicidi è del tutto attuale. Per questo motivo è sempre più importante il lavoro dei Centri Antiviolenza come quello astigiano, L’Orecchio di Venere, “costola” della Croce Rossa del capoluogo. Un’attività che ha bisogno continuamente di aggiornamenti per chi già vi è dentro e per nuovi operatori. Con questo obiettivo è stato organizzato un nuovo corso di aggiornamento e formazione di professionisti (forze dell’ordine, medici, psicologi) ed operatrici per la rete antiviolenza. Il corso di Operatore Antiviolenza è erogato dall’agenzia formativa ANESSE APS e riconosciuto dalla Regione Piemonte. Sarà sviluppato in 36 ore distribuite in 5 incontri (30 settembre e poi 1-13-14-15 ottobre dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18,30 tranne l’ultimo giorno). Il corso si svolgerà presso la sede di via Ugo Foscolo 8 Asti, all'interno della struttura della Croce Rossa Italiana. Per ulteriori informazioni sul corso scrivere mail a: formazione@anesse.org. Il corso arriva in un momento strategico dell’anno: subito dopo le vacanze estive, normalmente il periodo di convivenza in famiglia più lungo e a cavallo del rientro a scuola. La convivenza prolungata senza le “interruzioni” delle ore passate al lavoro è una delle situazioni più a rischio perché fa esplodere i conflitti interni alla coppia o alla famiglia ed esaspera gli animi. «Durante il mese di agosto abbiamo ricevuto moltissime telefonate al nostro numero sempre attivo – commenta Elisa Chechile, referente dell’Orecchio di Venere – Essendo uno dei pochi Centri Antiviolenza d’Italia sempre aperti, il numero unico nazionale 1522 spesso ci dirotta richieste di aiuto da ogni parte della nazione. Quest’anno però – sottolinea – abbiamo registrato un segnale che leggiamo in modo positivo: tantissime le telefonate di donne i cui compagni di vita si sono improvvisamente allontanati da casa o hanno chiesto a loro di allontanarsi perché temevano di non resistere all’impulso di fare loro del male. Tanto lavoro di sensibilizzazione ha portato alcuni uomini a rendersi conto che fermarsi prima è possibile. E noi lo riteniamo un passo in avanti». In questa estate sono entrate prepotentemente nelle cronache italiane i casi terribili di stupri di gruppo che vedono protagonisti dei ragazzini. «Sull’onda di queste notizie – prosegue Elisa Chechile – abbiamo ricevuto diverse richieste da parte di presidi, insegnanti e studenti stessi di tenere incontri nelle classi per fornire nozioni di base in tema di educazione ai sentimenti e su segni e segnali della violenza per intercettarla in classe laddove sia presente».
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