La velocità con la quale gli operai stanno innalzando il traliccio della torre radio sulla collina di Valle San Pietro, va di pari passo con l’aumento delle preoccupazioni di un nutrito gruppo di residenti che, alla stessa velocità, stanno mettendo insieme il dossier con tutta la documentazione autorizzativa relativa a questa opera.
La torre radio sta sorgendo sulla sommità di un appezzamento di terreno sopra la chiesetta della località alle porte di Asti scelta come “buen retiro” per il suo paesaggio incontaminato.
Una domanda, quella di costruzione del grande ripetitore, che risale al febbraio del 2020 e che ha ottenuto l’autorizzazione della conferenza dei servizi a settembre dello stesso anno.
Un’autorizzazione che è stata rilasciata all’esito della corposa documentazione che è stata allegata e che riguarda, fra le altre cose, il parere favorevole di Arpa Piemonte, il nulla osta dell’Aeronautica Militare Italiana, i verbali della Commissione Locale per il Paesaggio e delle manifestazioni di interesse alla rilocalizzazione di altri operatori radio attualmente ospitati su altre antenne relativamente vicine.
I residenti della zona però quel traliccio alto 40 metri sulla cima della collina in mezzo alle loro case non lo vedono per niente di buon occhio e in pochi giorni (da quando cioè sono iniziati i lavori che stanno celermente andando avanti) hanno raccolto tutta la documentazione disponibile per analizzarla foglio per foglio. Sono oltre 50 atti di cui è stata fatta copia e che in questi giorni viene letta avvalendosi di vari esperti del settore, visto che molte tabelle e valutazioni sono di carattere prettamente tecnico.
Le preoccupazioni dei residenti sono sia sul profilo dell’inquinamento elettromagnetico (anche rispetto ai residenti ad Asti ai piani alti rivolti verso l’antenna), sia su quello paesaggistico per l’impatto che può avere un ripetitore così alto che svetta dal crinale della collina. Impatto, a detta dei residenti, ben maggiore rispetto alle altre torri radio già presenti ma molto più contenute in altezza.
Altra preoccupazione è quella di un ripetitore che, in futuro, possa accogliere anche antenne per il 5 G.
Quest’ultimo timore è fugato dagli stessi proprietari dell’antenna in costruzione che hanno affermato come, al momento, non siano previsti impianti di telefonia mobile.
Non ancora definite le radio che decideranno di spostare i loro ripetitori sul traliccio. Sempre la proprietà dichiara che il nuovo impianto è destinato ad ospitare altri ripetitori radio che sono già presenti e che gli spostamenti saranno determinati dalle varie scelte imprenditoriali individuali.
Residenti rassicurati? No, a giudicare dal fatto che hanno già contattato un notaio e nel giro di qualche giorno costituiranno ufficialmente un Comitato.
(Nella foto il traliccio fotografato a distanza di dieci giorni)
La replica dei proprietari: «Nessun pericolo per i residenti»
Sulla vicenda abbiamo chiesto chiarimenti alla snc ARP Antenna Radiofonica Piemontese titolare dell’autorizzazione a costruire. Per conto della società, Ottavio Bellerate ha inviato le dichiarazioni che riportiamo qui di seguito.
«Siamo venuti a conoscenza delle preoccupazioni manifestate da alcuni degli abitanti della località Vallarone. La nostra società gestisce da decenni altre limitrofe postazioni presenti sulla stessa collina. Si tratta di impianti di telecomunicazioni adibiti a servizio di pubblica utilità, tutti regolarmente oggetto di concessione ministeriale. Il traliccio in costruzione, regolarmente autorizzato da tutti gli enti interessati, raggrupperà dunque vari impianti di vari emittenti già presenti nella zona. Dopo la loro migrazione sulla nuova struttura, verranno abbattute le vecchie strutture attualmente in uso. Il trasferimento di ogni impianto sul nuovo traliccio,sarà soggetto a singole e specifiche autorizzazioni da parte del Ministero delle Comunicazioni e dell’Arpa. Quest'ultima, come noto, non si limiterà a esprimere un parere una tantum per l'autorizzazione allo spostamento degli impianti ma monitorerà costantemente i livelli dell'inquinamento elettromagnetico anche in seguito a garanzia della popolazione. Dal punto di vista ambientale le condizioni si riveleranno addirittura migliorative rispetto alle attuali, grazie alla maggior altezza che le antenne avranno da terra».
Commentascrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti