Un inferno fra le mura di casa lungo almeno 10 anni quello vissuto da una donna madre di quattro figli che nei giorni scorsi ha visto l’ex marito condannato a 4 anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni aggravate.
Il suo primo accesso al Pronto Soccorso di Asti risale al 2012 e ad esso ne sono seguiti tanti altri per contusioni, ferite, fratture: ogni volta la donna raccontava una bugia, diceva di essersi fatta male da sola, sbattendo, cadendo, scivolando in casa. Troppa era la paura di perdere i suoi bambini. Lui, ogni volta, insistendo su una forma epilettica di cui la donna soffre, le diceva che se avesse sporto denuncia, lui sarebbe stato allontanato e i bambini sarebbero stati affidati ad altre famiglie perchè lei da sola non sarebbe mai stata ritenuta in grado di poterli crescere.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quel tentativo di strangolamento avvenuto nel febbraio del 2020 che l’ha costretta a fuggire di notte in strada per chiedere aiuto. Ha temuto per la sua vita ma non era la prima volta, come ha riferito davanti ai giudici il più grande dei suoi figli, anche se ancora minorenne. Particolarmente toccante la sua testimonianza, perchè il ragazzino ha raccontato di essere stato a sua volta malmenato dal padre ogni volta che tentava di difendere la madre, di sottrarla alla violenza dell’uomo. Il pm Greco per l’imputato aveva chiesto una condanna a 4 anni e 9 mesi e il tribunale presieduto dal dottor Dovesi con i colleghi Bertelli e Dematteis ha inflitto una condanna di poco inferiore.
Assistita dall’avvocato Davide Arri, la donna si è costituita parte civile ottenendo il riconoscimento del risarcimento danni da quantificare in separata sede ma con una provvisionale immediatamente esecutiva di 20 mila euro.
Denaro di cui lei ha bisogno perchè, pur avendo trovato un lavoro, deve riuscire a mantenere i quattro figli.
Anche se è riuscita ad ottenere dal tribunale un provvedimento abbastanza raro: l’assegno di mantenimento versato direttamente dal datore di lavoro dell’ex marito che glielo detraeva alla fonte dallo stipendio. E anche se il marito si è licenziato, per un po’ potrà ancora attingere al TFR e all’assegno di disoccupazione indipendentemente dalla volontà dell’ex marito.
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