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Hairdressing alla Milano Fashion Week: Luca Zuppa nel backstage di Alberta Ferretti

L'esperienza nel backstage di Ferretti arriva dopo quella vissuta durante la Fashion Week primavera-estate con Philipp Plein, anche allora all'interno del team Schwarzkopf Professional

Hairdressing alla Milano Fashion Week: Luca Zuppa nel backstage di Alberta Ferretti

Hairdressing alla Milano Fashion Week: Luca Zuppa nel backstage di Alberta Ferretti

Il 24 settembre Luca Zuppa, Direttore Artistico di Hairdressing, realtà conosciuta nel panorama dell'hairstyling astigiano e guidata da Tiziana Gattuso, ha al suo fianco anche Alesia Greca, hairstylist del team, ha lavorato nel backstage di Alberta Ferretti dopo essere stato selezionato nel team di Schwarzkopf Professional. Un nuovo appuntamento con la moda dopo l'esperienza vissuta con Philipp Plein.

Nel sistema moda, i capelli partecipano alla costruzione complessiva dell'immagine di una collezione. Schwarzkopf Professional è da tempo presente nei backstage internazionali e, alla Paris Fashion Week Autunno/Inverno 2026, ha collaborato sulle passerelle di Victoria Beckham, Ann Demeulemeester e Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood.

È in questo contesto che si inserisce l'esperienza vissuta alla Milano Fashion Week. Una sfilata dura pochi minuti. Il lavoro necessario per costruirla, molto di più. Nel backstage servono precisione, coordinamento e capacità di interpretare rapidamente una direzione artistica insieme al resto del team.

Per Hairdressing non si tratta di un episodio isolato. L'esperienza nel backstage di Alberta Ferretti arriva dopo quella vissuta durante la Fashion Week primavera-estate con Philipp Plein, anche allora all'interno del team Schwarzkopf Professional.

Prima Philipp Plein, ora Alberta Ferretti. In entrambi i casi con Schwarzkopf Professional.

È questa continuità a dare peso alle due esperienze. La distanza tra osservare una Fashion Week e lavorare al suo interno non è soltanto geografica: è professionale. Significa confrontarsi direttamente con ritmi, standard e linguaggi che nascono nei luoghi in cui l'immagine viene costruita prima di arrivare al pubblico.

Il valore di un backstage non è la fotografia scattata alla fine. È ciò che il professionista assorbe mentre ci lavora.

Quello che torna ad Asti non è quindi una tendenza da copiare, ma un bagaglio professionale più ampio: nuovi riferimenti, nuovi modi di interpretare l'immagine e un confronto diretto con contesti creativi diversi da quelli della quotidianità del salone.

È così che il lavoro svolto fuori dal territorio diventa patrimonio professionale di Hairdressing e parte della cultura del salone.

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