Il municipio di Asti dove avvengono gli scontri politici sugli aumenti tariffari
Mai come questa volta i dati sull’andamento demografico ad Asti erano così attesi. A 11 mesi dall’inizio della pandemia, sebbene si è scoperto che il Covid fosse in circolazione fin dall’autunno del 2019, il bilancio per la Città di Asti è drammatico perché evidenzia, riferito al 2020, un aumento esponenziale dei decessi, ma anche un crollo preoccupante delle nascite.
Ma facciamo un passo indietro. Nel 2017 i decessi registrati all’anagrafe furono 894, nel 2018 salirono a 903, poi nel 2019 si contarono 978 morti, ma il 2020 è stato tragico con i suoi 1.197 decessi.
Ben 219 decessi in più di cui il Covid è in parte responsabile.
«Per molto tempo - commenta il sindaco Maurizio Rasero - ci siamo interrogati se le morti cui abbiamo assistito negli ospedali erano “di o per Covid” oppure “con Covid” ed in base alla risposta che ci siamo dati abbiamo vissuto magari un po’ più tranquilli pensando che la cosa fosse meno grande di quella che era. Oggi è tempo di bilanci e purtroppo i numeri sono chiari e non lasciano spazio ad interpretazione. Questo virus ci ha colpito duro e ci ha fatto tanto male. Meditiamo, cari amici, e cerchiamo di capire che, non appena sarà il nostro turno, dovremo vaccinarci perché questa è l’unica strada per venirne fuori il prima possibile».
Anche valutando l’età anagrafica dei 1.197 morti si evince che la mortalità ha colpito particolarmente nella fascia di età tra 89 e 75 anni con ben 579 decessi. Sopra i 90 anni abbiamo avuto 378 morti, tra 65 e 74 anni 139. Sotto i 64 anni i deceduti sono stati 101.
Il crollo delle nascite
A destare ulteriore preoccupazione è il numero dei nati che è crollato nel giro di pochi anni. Nel 2017 all’anagrafe furono registrati 629 nascite, nel 2018 appena 499 poi risalite, nel 2019, a 530. Ma in tutto il 2020 i nati sono stati appena 485. Tra questi si registrano 260 maschi e 225 femmine di cui 357 italiani.
La pandemia, l’incertezza economica, la crisi sociale esplosa dopo febbraio ha creato tutti i presupposti per rimandare in tempi più favorevoli il desiderio di essere genitori e c’è il timore che la tendenza potrebbe continuare anche per il 2021.
Asti ha perso 146 residenti
Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020 la popolazione residente ad Asti è passata da 75.051 abitanti a 74.905: un saldo negativo di 146 persone.
Al 31 dicembre scorso l’anagrafe contava 35.922 maschi e 38.983 femmine di cui 65.341 italiani e 9.564 stranieri.
Le comunità straniere più numerose
Per quanto riguarda le comunità straniere, sono ancora gli albanesi i più numerosi in città con 1.490 donne e 1.488 uomini (2.978 in totale). Seguono i romeni che contano 957 donne e 588 uomini (1.545) e i marocchini con 660 donne e 703 uomini (1.363).
Da segnalare anche la comunità cinese (177 donne / 185 uomini), moldava (246 donne / 129 uomini), nigeriana (215 donne / 264 uomini), peruviana (158 donne / 84 uomini), russa (65 donne / 10 uomini) e senegalese (53 donne / 137 uomini).
Riccardo Santagati
Commentascrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti