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Nuovi “Buoni spesa” per le famiglie più povere di Asti a causa del Covid-19

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Già in tempi non pandemici la fame aveva spinto molti astigiani a rivolgersi alla Mensa Sociale e al Comune per poter avere di che sfamarsi, ma con l’emergenza sanitaria e la crisi socio/economica in atto la situazione si è fatta ancora più difficile. Nel 2019, al termine della raccolta “Porta la sporta” organizzata periodicamente dal Comune, i dati erano già preoccupanti: la borsa alimentare veniva erogata periodicamente a 335 nuclei famigliari equivalenti a 1.094 individui, 527 italiani e 567 stranieri e il servizio di mensa, autorizzato per 126 persone, comprendenti 87 pasti forniti in loco, 25 riservati al consumo serale del Centro di accoglienza notturno maschile e 14 forniti a domicilio tramite l’associazione Auser. Dei 126 pasti autorizzati la maggioranza erano destinati a italiani (91). Numeri che la pandemia ha di fatto incrementato e che l’amministrazione vuole contenere il più possibile grazie all’erogazione di aiuti alimentari straordinari tramite buoni spesa da assegnare alle famiglie che si trovano in una condizione di maggior bisogno. «In queste settimane - fanno sapere dal Comune - i servizi sociali si sono già attivati con aiuti alimentari per i soggetti più bisognosi erogando sia borse della spesa come da sempre avviene presso la Mensa Sociale sia distribuendo buoni alimentari da spendere presso alcuni supermercati». «Vista l’esperienza fatta in primavera con la prima ondata del Covid-19 in cui si è anticipata l’erogazione di buoni spesa del Governo con l’erogazione di aiuti alimentari, grazie inoltre al supporto del volontariato, - spiegano il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore ai servizi sociali Mariangela Cotto - anche in queste settimane si è continuato a fornire aiuti alimentari ai più bisognosi attraverso borse della spesa e gift cards, per non lasciare indietro nessuno».

Dove reperire le domande per ottenere i buoni

Per presentare la domanda è sufficiente visitare la homepage del sito internet del Comune di Asti e lì compilarla, direttamente on line.

Beneficiari e requisiti

La domanda dev’essere presentata esclusivamente dall’intestatario della scheda anagrafica (capofamiglia), che dovrà autocertificare di essere residente nel Comune di Asti, di possedere un ISEE in corso di validità non superiore a 7.500,00 euro, di aver subito come nucleo familiare, a causa dell’epidemia da Covid-19, una riduzione delle disponibilità economica e che nessun componente del nucleo percepisce contributi assistenziali continuativi (Reddito di cittadinanza, Reddito di emergenza, Cassa Integrazione, etc.). Sulla base dei dati acquisiti a seguito della presentazione delle domande, il Comune provvederà all’istruttoria delle stesse e, una volta individuati i beneficiari si riserva di procedere a specifici e mirati controlli volti a confermare le dichiarazioni prodotte, fermo restando le sanzioni penali previste dall’art.76, del D.P.R. n.445/2000. La mancata conferma delle dichiarazioni rese comporterà l’immediata esclusione dal beneficio accordato. «I beneficiari individuati - spiegano dall’Ente - saranno contattati telefonicamente e convocati su appuntamento, al fine di evitare assembramenti, negli uffici comunali per la sottoscrizione della domanda precedentemente compilata online. Ai beneficiari, una volta sottoscritta la domanda, verrà inviato un sms contenente il “Buono Spesa” in formato digitale e contraddistinto da codice univoco, che sarà spendibile per l’acquisto di generi alimentari e generi di prima necessità negli esercenti che avranno aderito all’iniziativa».

A quanto ammonta il buono?

E’ stato deciso, in questa prima fase, di erogare un solo “Buono spesa” per nucleo familiare, il cui valore economico è parametrato al numero dei componenti, calcolato secondo il seguente criterio: 100 euro (1 persona), 150 (2 persone), 200 (3 persone), 250 (4 persone) e 300 euro (5 o più persone).

Dove spendere il buono

A breve sul sito del Comune sarà pubblicato un elenco, aggiornato in tempo reale, che identifica gli esercizi commerciali convenzionati e quindi disposti ad accettare il buono spesa.

Riccardo Santagati

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