Nel cimitero di viale Don Bianco ci sono almeno 360 salme, o ciò che ne resta, “abbandonate” a se stesse e apparentemente senza alcun congiunto o erede in vita. Ma è davvero così? A chiederselo sono per primi gli amministratori comunali che oltre due anni fa hanno deciso di progettare un grande intervento di ristrutturazione di diversi loculi e ossari ubicati nel Reparto A, dalla campata 1 alla 9. Siamo nell’area del cimitero che si trova a destra una volta entrati da viale Don Bianco, una zona dove ci sono tombe che custodiscono i resti di persone sepolte più di un secolo fa, ma anche di defunti morti in tempi più recenti.
Il Comune, visto lo stato di ammaloramento e fatiscenza che presentano diverse tombe, in larga parte provocato da infiltrazioni d’acqua, ma anche dalla scarsa manutenzione da parte di chi visita quei defunti, ha deciso di ristrutturare completamente le campate. Per farlo ha bisogno di trovare gli eredi dei defunti sepolti nel Reparto A per concordare con loro lo spostamento dei resti nell’ossario comunale o, se richiesto, una nuova tumulazione in loco.
Una parte delle tombe del Reparto A
Il problema è che gli avvisi dei lavori sono stati affissi nel settembre del 2018, ma dopo oltre 2 anni (a norma di legge sarebbe stato sufficiente lasciarli fino al 6 marzo del 2019) appena 68 eredi di sono fatti avanti per concordare la traslazione dei resti; tutti gli altri defunti sembrerebbero, di fatto, abbandonati.
Del caso si sta occupando il consigliere comunale Piero Ferrero appositamente delegato dal sindaco a seguire la manutenzione dei cimiteri, ma anche per lui l’idea che ci siano 360 salme, o resti, senza eredi sembra davvero incredibile.
«In diversi casi si tratta di persone tumulate oltre centro anni fa, - racconta - ma ce ne sono anche di più recenti. Forse gli eredi temono che lo spostamento dei resti abbia un costo, ma non è così perché è tutto pagato dal Comune. Però, se non riusciremo a trovare questi parenti con cui valutare il da farsi, saremo costretti a rimuovere i resti e conservarli per un anno nei magazzini del cimitero, a disposizione di eventuali congiunti o eredi che dovessero prendere contatto tardivamente. Poi i resti verranno depositati nell’ossario comunale».
I lavori alle tombe dovranno essere realizzati in tempi brevi per evitare il ripetersi di crolli, come già successo proprio quest’anno in un’altra zona del cimitero. Le nove campate interessate dall’intervento necessitano non solo del rifacimento del tetto, ma anche di un lavoro sulle facciate. Così facendo si riuscirà a recuperare una parte del cimitero poco frequentato e trascurato. «Questi interventi - spiegano il sindaco Maurizio Rasero e il consigliere Ferrero - saranno eseguiti per evitare la costruzione di nuovi loculi (circa 400 ndr) e per far sì che non si consumi altro terreno all’interno del cimitero. Inoltre, in questo modo si limiterà l’abbandono di loculi facendo diminuire il degrado». La decadenza delle tombe oggetto dell’intervento sarà formalizzata nei primi giorni del 2021.
Riccardo Santagati
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