L’S.O.S. degli operatori del Mercato Coperto era stato lanciato nel 2013, poi nel 2016, quindi, negli ultimi due anni, in più occasioni per chiedere l’assegnazione dei posteggi liberi (leggi banchi ndr). Segnali di soccorso che, se non ignorati, sono stati sottovalutati dalle varie amministrazioni che si sono susseguite lasciando così che la situazione del Mercato Coperto, gestito da un Consorzio di operatori, giungesse allo stato attuale: su 24 banchi presenti, 13 sono occupati da un’attività e ben 11 sfitti. Un dato molto pesante se si considera che le spese di gestione del Mercato sono a carico degli operatori attraverso il Consorzio mentre l’affitto degli stalli avviene direttamente al Comune senza intermediazione alcuna. Una soluzione chiesta a gran voce dai commercianti e adottata dall’attuale amministrazione affinché le morosità di alcuni operatori non gravassero sulla testa di tutti gli altri.
Nicola Rabbione
Quella, come spiega Nicola Rabbione, contitolare della macelleria “Nico e Simo”, è stata una scelta amministrativa utile, sebbene non abbia sciolto il nodo del problema: rilanciare il Mercato Coperto facendolo diventare una struttura più moderna, con maggior appeal per cittadini e turisti, avviando anche un piano di recupero delle parti dell’immobile non più usate. «Stiamo parlando dell’ex sede della Croce Verde e delle terrazze - racconta Rabbione che è anche presidente (dimissionario) del Consorzio - Si tratta di spazi che a nostro dire dovrebbero essere recuperati e inseriti in un progetto più ampio di rilancio del Mercato Coperto. Poi occorre procedere velocemente, in maniera ragionata, all’assegnazione dei posteggi vuoti, ma non mettendoci dentro attività a caso o doppioni di quelle che già esistono. La proposta che abbiamo presentato all’amministrazione Rasero è quella di permettere che nel Mercato Coperto ci siano attività di ristorazione con somministrazione autonoma di alcuni piatti, non tantissimi, ma abbastanza da rendere questo posto più sfruttato anche nelle pause pranzo, dai turisti e comunque come vetrina di prodotti del territorio».
Ci si ispira al Mercato di San Lorenzo di Firenze
Un’idea non nuova, a dire il vero, perché già molti anni fa, ai tempi dell’amministrazione Brignolo, gli operatori del Mercato Coperto organizzarono una gita fuori porta a Firenze per vedere dal vivo come funziona il Mercato di San Lorenzo, una delle punte di diamante della ristorazione e della gastronomia del capoluogo toscano. Un mercato diviso su due piani dove al piano terra ci sono i negozi degli operatori (con diverse tipologie di merce) mentre al secondo piano esistono bar, ristoranti, street food con adeguanti posti a sedere e la possibilità di ospitare eventi di vario genere.
«Quel format ha successo e potrebbe funzionare anche ad Asti se il Comune ricavasse, all’interno del Mercato Coperto, spazi per far sedere le persone - spiega Rabbione - Purtroppo l’attuale amministrazione non ha ancora fatto il bando per l’assegnazione dei posteggi, ma nell’ottica di trovare una soluzione che sblocchi questo stallo saremmo pronti a valutare nuove strade per finanziare i lavori a cominciare dal “crowdfunding”».
Si tratterebbe di chiedere agli stessi astigiani di contribuire, con piccole o medie donazioni, ai costi di ristrutturazione dell’immobile «magari - continua Rabbione - emettendo in cambio dei buoni spesa da usare nel Mercato Coperto tra le attività presenti».
E’ solo un’idea, ma è anche un punto di partenza sul quale aprire un confronto schietto e produttivo con l’amministrazione comunale tenendo ben presente che il 31 dicembre scadrà la convenzione con il Consorzio e sarà quello il momento per ridiscutere dei tanti aspetti necessari per rilanciare il Mercato Coperto: eventi, promozione, orari più flessibili, marketing digitale, spesa a domicilio sono alcuni punti che non potranno più essere trascurati se l’intenzione del Mercato Coperto e del Comune, che ne è proprietario, è quella di traghettare l’intera struttura al di là della crisi legata all’emergenza sanitaria da Covid, ma soprattutto se l’obiettivo vuole essere l’ammodernamento di un brand tutto astigiano che merita di avere un futuro certo per portare avanti una tradizione iniziata nel lontano 1904 in piazza Statuto.
Il vicesindaco Coppo: «Gli operatori preparino un loro progetto tecnico»
«Il bando per l’assegnazione dei posteggi sarà fatto il prima possibile mentre stiamo ragionando se sottoscrivere una nuova convenzione con il Consorzio o prolungare quella già in essere. Il tempo di risolvere due problemi di natura tecnica e nel giro di 15 giorni avremo la risposta». Così il vice sindaco e assessore al commercio Marcello Coppo replica alla richieste degli operatori del Mercato Coperto di accelerare il bando per l’assegnazione degli stalli lasciati vuoti. «Abbiamo dovuto prima risolvere un problema non da poco come le morosità pregresse, poi abbiamo avuto più di un contatto per ragionare affinché ci fosse una prospettiva per il futuro del Mercato Coperto, ma nel frattempo è arrivato il Covid. Nel nuovo ragionamento - continua Coppo - prevediamo di inserire il servizio ristorazione da asporto, ma è chiaro che servono spazi dove la gente possa sedersi e mangiare oltre a un piano di promozione adeguato».
Il vice sindaco e assessore al commercio Marcello Coppo
Per Coppo una soluzione che accelererebbe la transizione tra l’attuale “format” e il successivo «deve partire dalla scelta del Consorzio di affidare a un professionista l’incarico di ridisegnare come dovrà essere il Mercato Coperto. Nel bando di assegnazione degli spazi non possiamo metterci un’attività specifica, ma possiamo definire i requisiti che occorrono per aprire». In ogni caso sistemare l’ex sede della Croce Verde e le terrazze «costerebbe circa 550 mila euro» e il Comune non ha questi soldi da investire specie senza un progetto economicamente sostenibile presentato da privati. Altro discorso lo street food che potrebbe essere sviluppato dagli operatori stessi, in piazza Libertà, quando non ci sono i banchi del mercato ordinario.
Riccardo Santagati
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