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Caccia alla fauna alpina: il Tavolo Animali e Ambiente contesta i nuovi piani di prelievo

In Piemonte si apre la stagione venatoria per la fauna alpina: «Numeri in aumento nonostante la situazione di sofferenza delle specie»

Caccia alla fauna alpina: il Tavolo Animali e Ambiente contesta i nuovi piani di prelievo

Ufficialmente iniziata da ieri in Piemonte la stagione di caccia alla tipica fauna alpina. Una data che coincide con la pubblicazione, sul Bollettino Ufficiale della Regione, dei piani di prelievo relativi alle specie interessate, ovvero il numero massimo di capi che potranno essere abbattuti durante la stagione venatoria.

A contestare le decisioni della Regione è il Tavolo Animali e Ambiente, che richiama l’attenzione sulla situazione della fauna che comprende specie come la pernice bianca, il fagiano di monte e la coturnice. Specie che vivono alle quote più elevate dell’arco alpino e che, secondo l’associazione, stanno attraversando una fase di particolare difficoltà anche a causa delle trasformazioni degli ambienti naturali in cui vivono.

Il Tavolo sottolinea inoltre come le tre specie siano inserite, con differenti livelli di criticità, nelle liste che individuano le specie a rischio e contesta la scelta di mantenerle tra quelle cacciabili, nonostante i pareri scientifici citati dall’associazione a favore di una maggiore protezione.

A destare particolare preoccupazione sono soprattutto i numeri dei prelievi autorizzati per questa stagione. Per il gallo forcello il piano piemontese prevede infatti un massimo di 596 capi, contro i 492 dello scorso anno e i 464 di due anni fa.

Ancora più marcato, secondo il Tavolo Animali e Ambiente, è l’aumento relativo alla coturnice, per la quale il numero massimo di abbattimenti sale a 635 capi, rispetto ai 433 dello scorso anno e ai 467 della stagione precedente.

Resta invece sospeso il prelievo della pernice bianca. Una recente sentenza del Tar, a seguito di un ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste, ha stabilito che per il momento la specie non potrà essere cacciata, alla luce della ridotta consistenza delle popolazioni e delle prospettive considerate critiche per il prossimo futuro.

La Regione aveva comunque predisposto anche per la pernice bianca un piano di prelievo, fissato in 101 capi. Il numero risulta superiore sia agli 81 previsti lo scorso anno sia ai 60 di due anni fa, ma il piano è attualmente sospeso.

«Numeri senza alcuna logica e senza alcun senso», sostengono, secondo cui la gestione della fauna selvatica dovrebbe essere maggiormente orientata alla tutela delle popolazioni e dei loro habitat.

Per il Tavolo Animali e Ambiente, la decisione della Regione rappresenta una contraddizione rispetto agli obiettivi di tutela ambientale e della fauna selvatica.

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