Cerca

Forum

La montagna cambia volto: professioni alpine e cambiamenti climatici al centro del progetto ProAlp

Il cambiamento climatico sta già modificando il lavoro di chi vive e opera nelle terre alte piemontesi, se n'è parlato al Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi di Torino

La montagna cambia volto: professioni alpine e cambiamenti climatici al centro del progetto ProAlp

Il cambiamento climatico sta già modificando il lavoro di chi vive e opera nelle terre alte piemontesi, e a fotografarne la situazione è la ricerca “Professioni di montagna e cambiamenti climatici: percezione, impatti, aspettative”.

Presentata martedì 29 settembre al Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi di Torino, durante l’incontro “La montagna cambia volto” del Programma Interreg France-Italia ALCOTRA 2021-2027 e promosso dalla Regione Piemonte attraverso il progetto europeo ProAlp.

Lo studio, curato da Cosimo Finzi di AstraRicerche, ha coinvolto 821 operatori piemontesi tra maestri di sci, guide alpine, accompagnatori di media montagna, guide cicloturistiche e gestori di rifugi, affiancando all’indagine quantitativa anche focus group qualitativi.

Dai risultati emerge come gli effetti del cambiamento climatico siano già concretamente percepiti da chi lavora in montagna. Oltre due terzi degli intervistati segnalano infatti condizionamenti diretti sulle proprie attività, legati soprattutto agli eventi meteorologici estremi e all’accorciamento della stagione invernale. Tra le principali criticità vengono indicate la scarsità di neve alle quote più basse, l’instabilità dei versanti rocciosi legata allo scioglimento del permafrost e le difficoltà di approvvigionamento idrico ed energetico per le strutture in quota durante i periodi di siccità.

I cambiamenti ambientali stanno però modificando anche la domanda turistica. Secondo la ricerca, le stagioni estiva e autunnale dedicate all’escursionismo e alla mountain bike si sono allungate di quasi due mesi, favorendo una crescente presenza di visitatori alla ricerca di temperature più fresche. Un fenomeno che porta con sé anche nuove esigenze sul fronte della sicurezza: l’aumento di turisti meno esperti rende infatti ancora più importante il presidio del territorio e il confronto con i professionisti locali, che possono fornire informazioni aggiornate sulle condizioni dei percorsi e contribuire alla prevenzione dei rischi.

«Con il progetto Interreg Alcotra ProAlp, che unisce i territori di Italia e Francia, abbiamo voluto mettere al centro del dibattito il tema dei cambiamenti climatici: una trasformazione che impatta direttamente sulle nostre terre alte e sul lavoro quotidiano di chi vive e opera in quota, dalle guide alpine agli accompagnatori, dai maestri di sci alle guide ciclistiche», ha dichiarato Marco Gallo, assessore della Regione Piemonte allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna. «Si tratta di una priorità assoluta per la Regione Piemonte. Proprio per questo, nel 2025 abbiamo istituito l’Osservatorio sui Cambiamenti Climatici che, fin dal suo primo anno di attività, ha dedicato un’attenzione specifica alla montagna, riconoscendola come un ecosistema fragile e tra i più esposti alle conseguenze dell’evoluzione climatica».

Nonostante le difficoltà, dalla ricerca emerge anche la volontà degli operatori di continuare a vivere e lavorare nelle valli piemontesi. A spingerli sono soprattutto il forte legame con la montagna e la ricerca di una qualità della vita maggiore. I professionisti si mostrano disponibili ad adattare le proprie attività e a diversificare l’offerta, guardando al futuro con aspettative positive.

Tra le strategie individuate per affrontare i prossimi anni ci sono una maggiore capacità di fare rete sul territorio, un marketing territoriale più incisivo, il potenziamento dei servizi e una maggiore integrazione dell’offerta turistica, con l’obiettivo di garantire una sostenibilità economica delle attività durante tutto l’anno.

Proprio verso questa strada entrano in gioco gli strumenti previsti dal progetto ProAlp, che verrano messi a disposizione a partire dalla primavera del 2027. Tra questi ci sarà un simulatore digitale pensato per stimare i futuri scenari delle attività alle diverse altitudini, insieme a moduli formativi e a un percorso di tutoraggio individuale curato da Formont. Quest’ultimo coinvolgerà 40 professionisti piemontesi, accompagnandoli nello sviluppo di nuove opportunità lavorative.

Le indicazioni raccolte attraverso la ricerca saranno utilizzate dalla Regione Piemonte per orientare le future politiche di sviluppo della montagna. Tra le direttrici indicate figurano gli incentivi alla diversificazione delle attività, la promozione di un turismo destagionalizzato, la semplificazione burocratica e il rafforzamento delle infrastrutture territoriali.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133