Treni storici
30 Settembre 2026 14:47:26
Un viaggio sui binari della storia per scoprire il Monferrato attraverso i suoi paesaggi, le sue fiere e i suoi prodotti. È la proposta di LocoMonferrato, il progetto nato per valorizzare la storica linea ferroviaria Asti-Chivasso attraverso i treni d’epoca. Inaugurata nel 1912 e dal 2022 riattivata a fini turistici nell’ambito del programma “Binari senza tempo” della Fondazione FS, la linea diventa così il filo conduttore di un itinerario che unisce mobilità sostenibile, promozione del territorio e grandi appuntamenti enogastronomici.
Su questi binari viaggiano le carrozze storiche “Centoporte”, con le caratteristiche panche in legno degli anni Venti, e le automotrici “Littorina”, trasformando quello che un tempo era un normale collegamento ferroviario in un modo particolare per scoprire il territorio.
È questa l’idea alla base di LocoMonferrato, progetto che vede la collaborazione tra i Comuni di Montiglio Monferrato, Murisengo Monferrato, Montechiaro d’Asti, Cocconato e Chivasso, insieme all’Associazione Feralp Team Bussoleno, Co.M.I.S. e altre realtà. Un progetto che negli anni si è ampliato, collegando i viaggi in treno alle principali manifestazioni enogastronomiche e culturali lungo la linea: dalle fiere del tartufo al vino, fino alla festa dei nocciolini di Chivasso.
L’obiettivo non è soltanto portare persone da una stazione all’altra. Il viaggio diventa parte della giornata: a bordo ci sono animazioni musicali e teatrali, guide turistiche che raccontano i luoghi attraversati e un paesaggio che si può osservare con tempi diversi da quelli della strada. Una forma di turismo lento che prova a mettere in relazione mobilità sostenibile, promozione delle manifestazioni e conoscenza di un territorio spesso lontano dai grandi circuiti turistici.
Il calendario 2026 coinvolge otto appuntamenti lungo la tratta e, per Montiglio Monferrato, coincide con due giornate della Fiera Nazionale del Tartufo Bianco. Domenica 4 ottobre arriverà alla stazione di Montiglio-Murisengo la Littorina, mentre domenica 11 ottobre sarà la volta del treno storico Centoporte. I posti, per entrambe le giornate, sono già esauriti. Dalla stazione un servizio navetta accompagnerà i visitatori verso il centro, dove troveranno gli stand della Fiera, le proposte gastronomiche, le mostre, il Cooking Truffle Show, le competizioni dedicate ai migliori esemplari di tartufo, i laboratori sulla cerca e le visite guidate ai luoghi simbolo di Montiglio, dalla Pieve romanica di San Lorenzo alla Cappella del Castello.

Ma LocoMonferrato non si ferma alle fiere. Una parte importante del progetto è infatti LocoLab, il percorso rivolto alle scuole che il 21 ottobre porterà gli studenti a conoscere il territorio attraverso esperienze diverse: dalla cerca del tartufo alla visita della chiesa romanica e del castello, dai laboratori ambientali alla cucina e al fermodellismo.
A raccontare la nascita e l’evoluzione di LocoMonferrato è Dimitri Tasso, sindaco di Montiglio e coordinatore del progetto. L’iniziativa è nata nel 2022 e, anno dopo anno, si è allargata fino a coinvolgere sempre più Comuni e manifestazioni. «Siamo partiti da Montiglio e ogni anno abbiamo aumentato le tappe – spiega Tasso -. Quest’anno abbiamo coinvolto Chivasso con la Festa dei nocciolini, Cocconato con Cocco-Wine, Montechiaro con la fiera del tartufo, oltre alle giornate di Montiglio e a Murisengo, che avevamo già coinvolto lo scorso anno. L’obiettivo è mettere insieme le manifestazioni e la linea ferroviaria».
Una formula che comincia a intercettare anche un pubblico proveniente da fuori regione. «Siamo molto contenti perché abbiamo iniziato a coinvolgere le agenzie. Ci sono gruppi che arrivano da Bergamo, Como e Genova. L’obiettivo è creare un turismo legato alle manifestazioni, capace anche di portare persone da altre regioni».
Per Tasso, infatti, il treno storico cambia il modo stesso di vivere una fiera. Non si tratta semplicemente di arrivare, visitare gli stand e ripartire, ma di trasformare l’intera giornata in un’esperienza. «In fiera, al di là del passeggio, il turista che viene organizzato spende, compra e conosce. È un altro tipo di turismo». E il richiamo, sottolinea, non è soltanto quello della destinazione finale: «Viaggiare su questi treni d’epoca è importante per più motivi. Ci sono i musicanti, ci sarà una compagnia teatrale, oltre alle guide turistiche che raccontano il territorio. Non è semplicemente un trasferimento: vivi il paesaggio e nello stesso tempo hai un intrattenimento».
È questa la dimensione di turismo lento che LocoMonferrato cerca di costruire: il viaggio diventa parte della proposta e permette di arrivare alla manifestazione senza auto, osservando paesi e colline da una prospettiva diversa. Anche la logistica contribuisce: a Montiglio le navette collegano la stazione al centro del paese, mentre in altre località la ferrovia arriva direttamente nel cuore dell’evento.
Il progetto, però, guarda anche oltre la singola giornata. «Abbiamo bisogno di far conoscere un territorio e di far ripartire le attività commerciali – osserva Tasso -. Siamo tutti consapevoli che non sono le manifestazioni, da sole, a rilanciare le attività». Il treno può però contribuire a cambiare il modo in cui i visitatori si muovono e conoscono i piccoli centri: «C’è meno traffico, la gente cammina di più, soprattutto quando arriva con il treno. E far scoprire un territorio significa anche poter avere persone che lo conoscono e magari, un domani, vengono ad abitarci».
Tra gli obiettivi c’è anche quello di dare a ogni appuntamento una propria identità. A Montiglio, per esempio, quest’anno torneranno i paracadutisti, con un doppio appuntamento: «È spettacolare il fatto che atterrino con il nostro bandierone proprio dentro la fiera, in piazza Regina Margherita».

I paracadutisti a Montiglio
Il tema della ferrovia, infine, porta inevitabilmente a guardare al futuro della linea. Tasso distingue con chiarezza il servizio turistico dal trasporto pubblico ordinario: «Il discorso di riaprire la linea è tutt’altra cosa rispetto a utilizzarla dal punto di vista turistico. Noi alla Regione avevamo chiesto almeno il sabato e la domenica di mettere dei treni ordinari, perché non ci sono neanche i pullman». Una prospettiva che, ammette, presenta difficoltà economiche e organizzative: «Il trasporto ordinario è molto più complicato, deve avere un numero di utenti che ti fa reggere il tutto. Però tra niente e qualcosa che funzioni io sono sempre per questo».
Nel frattempo, i treni storici tengono viva la linea e contribuiscono anche alla riqualificazione delle stazioni. «La Fondazione ha investito tanto su questa ferrovia, risistemando molte stazioni, a partire dalla nostra e da altre. Tutto l’insieme crea un obiettivo che riqualifica il territorio».
È forse questo, in fondo, il senso più ampio di LocoMonferrato: utilizzare una ferrovia nata per collegare persone e paesi più di un secolo fa per tornare oggi a mettere in relazione gli stessi territori, attraverso il turismo, la cultura, l’enogastronomia e le loro comunità.

LocoMonferrato arriverà poi a Montechiaro d’Asti con il treno Centoporte l’8 novembre per la “Fiera Nazionale del Tartufo Bianco” e infine il 15 e il 22 novembre con il treno Littorina a Murisengo Monferrato (AL) per la “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco”.
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