Cerca

Salute

Sanità, svolta sulla libera professione: «Un passo concreto per valorizzare competenze e professionisti sanitari»

Siiet e Anpse in audizione alla IV Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte. Pappalardo: «Non una corsa verso il privato, ma un’opportunità per rendere più attrattivo anche il Servizio Sanitario pubblico»

Siiet e Anpse in audizione

I referenti di Siiet e Anpse in Regione con il Presidente della IV Commissione Sanità, Luigi Icardi

Si apre un confronto decisivo per il futuro delle professioni sanitarie e per la riorganizzazione dei servizi sul territorio. Durante l'audizione svoltasi alla IV Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte, la Società Italiana degli Infermieri di Emergenza Territoriale (Siiet) e l'Associazione Nazionale Professionisti Sanitari in Evoluzione (Anpse) hanno espresso il proprio convinto sostegno alla Proposta di Legge in materia di esercizio dell’attività libero-professionale. All'incontro hanno preso parte, per conto della Siiet, l'astigiano Marco Pappalardo (Responsabile per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) e Simona Pastore (del Consiglio di Area Siiet Piemonte).

Al centro del dibattito c'è la necessità di superare una logica temporanea e derogatoria, procedendo verso un riconoscimento strutturale della libera professione per le professioni sanitarie. Tale regolamentazione dovrà avvenire garantendo la piena tutela dell’attività istituzionale, il rispetto dei riposi, la sicurezza degli operatori e la rigorosa assenza di conflitti di interesse. «La sanità è cambiata e con essa sono profondamente cambiate le professioni sanitarie - ha spiegato Marco Pappalardo - Sono cresciuti il livello della formazione universitaria, la specializzazione, l’autonomia professionale, le responsabilità e la capacità di assumere decisioni nei diversi ambiti assistenziali. È necessario che anche il quadro normativo e organizzativo sappia accompagnare questa evoluzione».

Respinte nettamente le interpretazioni che vedrebbero nella misura un incentivo alla privatizzazione. «Il messaggio non deve essere quello di accompagnare i professionisti verso il privato - ha precisato Simona Pastore - ma al contrario creare una ragione in più per scegliere e continuare a scegliere il Servizio Sanitario pubblico». Secondo l'esponente Siiet, permettere agli operatori di investire in formazione e di trovare spazi nei quali esprimere pienamente la propria professionalità rappresenta una leva fondamentale per rendere il sistema pubblico più attrattivo e riconoscere il valore delle competenze sul territorio.

Nel corso dei lavori, la Siiet ha avanzato anche importanti proposte per la futura programmazione sanitaria. Tra queste figura la necessità di rafforzare la rappresentanza professionale e scientifica nei luoghi in cui vengono definite le politiche sanitarie, garantendo un maggior coinvolgimento diretto dei professionisti nei processi decisionali. Contestualmente, la Società Scientifica ha auspicato l'avvio di una riflessione strutturata su un nomenclatore delle prestazioni delle professioni sanitarie, utile a identificare con chiarezza l'attività erogata, i livelli di complessità assistenziale, i requisiti professionali e il relativo valore economico e organizzativo.

Apprezzamento è stato espresso nei confronti del Presidente della IV Commissione Sanità, Luigi Icardi, per il metodo di lavoro aperto e sinergico adottato nel coinvolgere direttamente le rappresentanze professionali nell'iter di approfondimento legislativo. «Questo metodo di lavoro rappresenta un valore» ha rimarcato Pappalardo, aggiungendo che «le professioni sanitarie non possono essere soltanto destinatarie delle decisioni, ma devono poter contribuire alla loro costruzione» mettendo a disposizione del legislatore esperienza sul campo e visione concreta.

A sintetizzare la rilevanza strategica del provvedimento è stato infine il Presidente nazionale Siiet, Andrea Andreucci, ricordando come il tema tocchi direttamente l'autonomia, le responsabilità, la formazione specialistica e la sostenibilità futura dell'intero sistema di cura. L'obiettivo finale resta quello di edificare un modello stabile, uniforme, trasparente e sostenibile, capace di tutelare il cittadino, valorizzare il percorso di crescita dei professionisti e garantire la qualità della risposta assistenziale della sanità pubblica.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Nuova Provincia di Asti

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133