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Consiglio comunale

Scuola Jona al caldo, un impianto di raffrescamento costerebbe circa 1 milione di euro

Il consigliere Cerruti (M5S) critica le decisioni in fase di progetto dell'amministrazione e si fa portavoce dei disagi di studenti e professori alle prese, anche a settembre, con temperature troppo elevate

Stefania Morra vs Massimo Cerruti

L'assessora ai Lavori Pubblici Stefania Morra e il consigliere comunale del M5S Massimo Cerruti

Inaugurata il 30 marzo 2023 e costata circa 10 milioni di euro, la nuova scuola media Jona di Asti è di nuovo al centro della querelle politica a causa delle elevate temperature interne e dell'assenza di un impianto di raffrescamento, come hanno sperimentato gli studenti e i professori tra metà maggio e le prime settimane di giugno. A risollevare la questione in Consiglio comunale è stato il consigliere del Movimento 5 Stelle, Massimo Cerruti, che attraverso un'interpellanza ha denunciato la sofferenza termica vissuta da studenti e personale scolastico anche in queste prime settimane del nuovo anno didattico.

Secondo quanto riferito dal consigliere pentastellato, le criticità all'interno del plesso si sono manifestate subito dopo l'avvio delle lezioni. «Sono passate solo due settimane dall'inizio della scuola, ma alcuni dei ragazzi lamentano nausea e mal di testa - spiega Cerruti - È stato segnalato da un docente che in classe c'erano 32 gradi e che devono costantemente tenere la porta aperta, pregiudicando il corretto svolgimento delle lezioni e la concentrazione dei ragazzi». Insomma, una situazione non facile che sarà mitigata con l'abbassamento delle temperature, ma che si riproporrà il prossimo anno.

A rispondere punto su punto in aula è stata l'assessora ai Lavori Pubblici, Stefania Morra. «Siamo a conoscenza della situazione, in accordo con la dirigente scolastica abbiamo già adottato alcune misure per limitare il disagio causato dalle alte temperature - ha risposto - In alcune aule erano state installate delle tende oscuranti per ridurre l'ingresso diretto dei raggi solari e poi erano stati messi a disposizione dei ventilatori. Il problema si pone solo sulle aule esposte verso le Ferriere Ercole, perché su quelle esposte verso via Sardegna non ci sono assolutamente problemi». Morra ha anche ricordato che in classe ci sono in media 28 studenti, un numero che contribuirebbe a far elevare la temperatura delle aule.

Nel difendere la qualità dell'opera, l'assessora ha rivendicato che «la Jona è comunque una delle scuole più belle, moderne e funzionali della città», aggiungendo tuttavia che «questo non significa sottovalutare il problema». Relativamente all'installazione della climatizzazione, l'assessora ha chiarito quanto verrebbe a costare. «La scuola non aveva previsto in progetto l'impianto, ma era prevista la predisposizione che infatti c'è. Adesso è stato chiesto il preventivo per la progettazione tecnica di un impianto idoneo ed è stato calcolato, da una stima sommaria, un importo da 900.000 euro o 1 milione». Cifra giudicata eccessiva. Per questa ragione, la Giunta sta pensando a strade alternative: «Si sta valutando sia la possibilità di mettere delle schermature esterne, in modo da evitare il penetrare dei raggi solari attraverso i vetri, e poi siamo sempre molto attenti se ci sono dei finanziamenti tramite l'apposito ufficio ricerca per implementare questa tipologia di impianto».

Cerruti: «È inconcepibile che si realizzi una scuola da zero senza un sistema di raffrescamento integrato» 

La controreplica di Massimo Cerruti è stata secca. «È semplicemente inconcepibile che oggi si realizzi una scuola da zero senza un sistema di raffrescamento integrato. Proporre come soluzione tendaggi, ventilatori o la semplice apertura delle finestre non è accettabile - ha incalzato Cerruti - Saranno pratiche sensate, ma assurde per un'opera appena inaugurata e costruita per durare almeno altri 50-100 anni».

Cerruti ha infine manifestato forti perplessità sulla programmazione economica complessiva. «Se l'impianto di raffrescamento fosse stato previsto nel progetto originario, tra ribassi d'asta e offerte migliorative, sarebbe stato realizzato senza costi accessori insostenibili» ha poi detto evidenziando il rischio di un vicolo cieco sui fondi pubblici: «I bandi e i finanziamenti ministeriali non sono incamerabili per interventi di questo tipo: il Ministero giustamente eroga fondi per la riqualificazione, non per rattoppare o completare strutture appena consegnate».

Cerruti ha concluso il suo intervento chiedendo l'apertura immediata di un tavolo di confronto con la dirigenza scolastica per individuare soluzioni definitive ed evitare che studenti e insegnanti debbano affrontare altre estati al caldo.

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