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LONGEV-Italia sembra mantenere le promesse per diventare un vero "laboratorio del buon vivere" di portata nazionale

Si è conclusa la prima edizione del laboratorio nazionale permanente dedicato alla longevità

LONGEV-Italia sembra mantenere le promesse per diventare un vero "laboratorio del buon vivere" di portata nazionale

Foto AGO

La sfida di LONGEV-Italia, la cui prima edizione è partita da Asti sembra mantenere le promesse per diventare un vero «laboratorio del buon vivere» di portata nazionale.

Le intenzioni sono quelle di organizzare incontri e affrontare con metodi scientifici il tema della longevità attraverso diversi punti di vista come intelligenza artificiale, socialità, alimentazione, prevenzione, movimento e nuovi modelli di welfare.

Ideato dal Direttore generale Asl, Giovanni Gorgoni, promosso con Banca di Asti, LONGEV-Italia ha come obiettivo vivere più a lungo in salute; oltre ottanta gli esperti, arrivati da tutta Italia e dall’estero, che si sono susseguiti nelle sale di via Astesano e che hanno trattato argomenti per promuovere la longevità vista come opportunità sociale, culturale ed economica; l’iniziativa si è aperta venerdì con un convegno, all’Auditorium della Banca di Asti.

Sono stati presentati progetti, tra cui le “Palestre della memoria” (già venti in Asti e provincia), le nuove tecnologie a sostegno dei soggetti più fragili, la prevenzione i cui tasselli fondamentali sono l’attività fisica, l’alimentazione e la socialità.

Gli incontri

«Un modo nuovo di vivere la terza e la quarta età – ha commentato il presidente dell’Ordine dei Medici, Claudio Lucia – non solo dal punto di vista delle cure ma, soprattutto, da quello delle attività in generale».

Numerosi gli interventi e i confronti, moderati da Vasco Giannotti coordinatore dell’evento, «è un progetto in cui crediamo tanto – ha salutato il sindaco Maurizio Rasero, presente in veste di presidente della Banca – e in cui la banca, per i prossimi tre anni, investirà per acquistare nuove strumentazioni».

«Il valore di questo appuntamento è racchiuso in una domanda molto semplice e cioè  – ha tra l’altro commentato Andrea Fabbo, direttore generale Asl Ogliastra ed ex direttore sanitario di Asti – come vogliamo vivere gli anni che abbiamo davanti? La longevità deve essere infatti intesa come risorsa e possibilità».

«Da questi due giorni – ha sottolineato l’assessore regionale Marco Gabusi – ci aspettiamo buone pratiche da attuare nel nostro territorio». Stesse riflessioni ha fatto l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi «cosa bisogna fare per una buona longevità? – ha interrogato – in Piemonte, ad esempio, c’è la maggior concentrazione di anziani rispetto ad altre zone d’Italia, la Sanità grazie al Pnrr ha investito importantissime risorse in strumenti come le Case e gli Ospedali della Comunità, le Centrali operative territoriali ma serve un cambio di paradigma, serve mettere in pratica le conoscenze che abbiamo, dare a tutti la possibilità di invecchiare in autosufficienza, in attività e serenamente».

«Un italiano su cinque il 1° gennaio 2026, secondo l’Istat, aveva più di 65 anni e in Piemonte questa percentuale è leggermente superiore – ha dichiarato Giovanni Gorgoni – e se vogliamo una società longeva dobbiamo pensarci a 30, 40, 50 anni tenendo presente che la Sanità non si occupa di longevità ma degli effetti del cattivo invecchiamento e questo non è un congresso sanitario ma un “laboratorio del buon vivere” che si costruisce nelle case, nelle strade, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle relazioni».

I premi

Al termine dei due giorni è stato consegnato il premio LONGEV-Italia nato per individuare, valorizzare e condividere le migliori esperienze dedicate alla longevità sana e attiva, ai primi tre classificati su 23 progetti pervenuti:  “Anchise” di Milano - 2° parimerito Asl Cn 2 con P.O.N.T.E. e Regione Friuli Venezia Giulia con 10.000 Passi di Salute;  3ª° Soresa S.P.A.

Cinque consigli per vivere più a lungo  

1. Attività fisica: camminare almeno cinque chilometri con passo il più possibile svelto. Fare le scale.

2. Prevenzione: farsi consigliare dal medico gli screening necessari: di solito al colon per l’uomo e al seno per le donne. Consigliata la vaccinazione contro il cosiddetto fuoco di sant’Antonio.

3. Socialità: allargare la rete di relazioni per evitare l’isolamento

4. A tavola: evitare gli eccessi, preferire cibi semplici a quelli processati, e una dieta varia

5. Il riposo: il sonno è fondamentale specie ad una certa età: le ore di sonno devono essere almeno 7 per un corretto recupero.

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