Appello
27 Settembre 2026 11:08:00
Questa estate, quando il gruppo di ragazzini ucraini fra gli 8 e i 13 anni è stato ospite di sette famiglie astigiane che si sono offerte di regalare loro una "vacanza dalla guerra", la referente astigiana dell'associazione Smile per Chernobyl (che la traduttrice chiede si scriva Chornobyl, secondo la lingua ucraina e non quella russa) Giusy Vercelli aveva già intuito che ci sarebbe stato bisogno di un'accoglienza bis durante le vacanze di Natale. E il suo intuito, purtroppo, aveva ragione. Nei giorni scorsi, dalle famiglie dei ragazzi già stati in Italia a luglio, è arrivato un appello a Giusy e riguarda un nuovo periodo di accoglienza, per dare sollievo all'inverno che si preannuncia, se possibile, peggio di quelli passati già in guerra. La situazione in Ucraina, infatti, è peggiorata tantissimo soprattutto nella capitale Kyiv e nei suoi immediati dintorni, come ci confermano le tristi notizie che ogni sera i telegiornali ci restituiscono.
E la maggior parte dei ragazzi arrivava proprio di lì e ci avevano raccontato le loro giornate normali, fatte di lezioni a scuola interrotte più volte nella stessa mattinata dalle sirene antibombardamento. Al punto che alcuni rifugi erano già stati attrezzati con aule interne per non interrompere le lezioni.
L'inverno in Ucraina è molto duro e, spiega Giusy Vercelli che ha parlato con le famiglie dei ragazzi, molti di loro non potranno vivere in case scaldate, anche a causa delle forniture di gas molto irregolari e di frequenti interruzioni dell'energia elettrica a causa dei bombardamenti e dei sabotaggi delle reti.
«Le famiglie ci chiedono di tenere per un mese i loro ragazzi per assicurare loro un posto al caldo, con la luce accesa e pasti regolari» riferisce Vercelli ribaltando l'appello sia alle famiglie che già avevano ospitato i ragazzi questa estate che ad altre che vogliano unirsi al gruppo. Il periodo è fra metà dicembre e metà gennaio.
Sempre questa estate, Vercelli ricorda le telefonate con le madri di Kyiv che, senza far ascoltare la conversazione ai ragazzini, erano grate con le famiglie astigiane che tenevano i loro ragazzi: «Così almeno non vivono la paura che stiamo vivendo noi».
Chi volesse rispondere all'appello può contattare direttamente Giusy Vercelli al numero 328/6884999.
Nella foto di copertina un'immagine della vacanza astigiana di alcuni dei ragazzini ucraini, la scorsa estate.
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