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Isnardi (Pd): «La sospensione parziale del bollo auto per il 2027 toglie fondi alle regioni»

Il consigliere regionale del Partito Democratico richiama l'attenzione su quella che definisce una contraddizione del Governo Meloni

Fabio Isnardi

Il consigliere regionale del Pd Fabio Isnardi

Dopo il passaggio in Consiglio regionale del disegno di legge sull’autonomia differenziata, il consigliere regionale del Partito Democratico Fabio Isnardi (Pd) richiama l'attenzione su quella che definisce una contraddizione «con la recente sospensione parziale del bollo auto per il 2027 che, nei fatti, toglie fondi alle regioni».

«Il Piemonte perderà quasi 190 milioni di euro, normalmente provenienti dal gettito fiscale, e lo farà nel pieno di una situazione di bilancio già critica, con i tanti crediti relativi ai bolli auto degli anni scorsi che la Regione fa molta fatica ad incassare» spiega Isnardi. «Se ci si aspetta che i fondi tagliati ritornino come contributo dallo Stato, rischiamo di rimane delusi. Già ai tempi dell’eliminazione dell’Imu sulla prima casa i comuni persero risorse, le stesse che da allora non sono mai più state reintegrate».

Il consigliere spiega che potranno esserci due conseguenze: «Per rimediare a queste minori entrate oppure ai tagli del Governo Meloni agli enti locali, la Giunta Cirio nel corso di questa legislatura ha già deciso di aumentare l’Irpef ai piemontesi e introdotto il bollo per le auto ibride, una scelta in controtendenza con la sensibilità ambientale sempre più necessaria. Insomma: più tasse per tutti».

Poi ricorda come questi tagli possano anche significare ulteriori perdite di servizi. «Le Regioni già esercitano forme di autonomia su temi come Sanità e Scuola. Inutile oggi offrire maggiore autonomia, se non vi si affiancano maggiori fondi per metterla in pratica. Le liste di attesa per visite e interventi rimarranno interminabili e si danneggerà ulteriormente la qualità della vita, dall’istruzione ai trasporti, nelle aree lontane dai grandi centri urbani».

Per questi motivi il Pd ha votato contro il ddl di autonomia differenziata proposto dalla Giunta. «Questa proposta è molto diversa dalla nostra idea di autonomia: occorre mettere al centro i comuni. Sono i sindaci a garantire ogni giorno servizi sociali, scuola, trasporto locale, protezione civile. Meglio quindi, piuttosto, un modello di autonomia solidale, cooperativa e costituzionale, non un regionalismo competitivo che mette i territori l’uno contro l’altro. L’autonomia deve servire a rendere le istituzioni più efficienti e vicine ai cittadini, non a creare nuovi confini e nuovi muri».

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