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«L'amministrazione ha trascurato le frazioni per 9 anni, ora accelera improvvisamente sul nuovo Regolamento»

Ambiente Asti boccia su tutta la linea la bozza del documento che è stata illustrata ai volontari delle Ventine alcuni giorni fa

Mario Malandrone di Ambiente Asti

Il consigliere comunale di Ambiente Asti, Mario Malandrone

La bozza del nuovo Regolamento dei referenti di frazione, presentata alcuni giorni fa dal consigliere delegato Piero Ferrero, non piace alla lista civica Ambiente Asti, rappresentata dal consigliere Mario Malandrone. Anzi, dire che non piace è un eufemismo dal momento che Ambiente Asti boccia su tutta la linea il contenuto del provvedimento «che delinea un modello di partecipazione - fanno sapere dalla lista - del tutto inadeguato, che svuota di significato il rapporto con le comunità periferiche e mortifica il principio di rappresentanza popolare».

Ambiente Asti parte da una domanda che riguarda quella che definisce «un'improvvisa accelerazione» del documento che verrà portato in aula negli ultimi mesi dell'amministrazione Rasero. «Dopo 9 anni in cui le frazioni sono state trascurate e lasciate prive di reali strumenti di ascolto, risorse e interventi manutentivi, - commenta Malandrone - la Giunta cerca oggi di approvare a tappe forzate un provvedimento calato dall'alto, rigido e privo di reale forza partecipativa. Contestiamo fermamente l'impostazione di un documento che riduce la partecipazione dei cittadini a una mera pratica d'ufficio».

Per la lista di minoranza «far passare ora in tutta fretta un regolamento privo di autonomia risponde più a un'operazione d'immagine della Giunta che a una reale volontà di valorizzare i territori. Il regolamento stabilisce la natura rigorosamente non elettiva dell'incarico e la scelta del referente non passa dal voto dei residenti, ma da un avviso pubblico del Settore Lavori Pubblici basato su graduatorie di anzianità o esperienza e, in caso di parità, perfino su un sorteggio in seduta pubblica».

Per la lista di minoranza sarebbe più logico e corretto che la frazione venisse «affidata alla libera scelta della comunità locale» senza dimenticare che il ruolo «è privo di valore decisionale, il referente non possiede alcun potere deliberativo o di rappresentanza del Comune e le sue proposte hanno valore puramente consultivo e non vincolante». Critiche anche per l'aspetto economico che riguarda l'intero progetto. L'incarico è gratuito e su base volontaria «senza prevedere alcuna forma di bilancio partecipativo né l'attribuzione di risorse gestibili direttamente dalla frazione per le proprie priorità».

Per questi motivi Ambiente Asti chiede alla Giunta di «fermare la corsa all'approvazione di questa bozza e di riaprire un percorso di confronto vero per giungere a un Regolamento realmente partecipativo fondato sull'elezione democratica e diretta dei rappresentanti da parte degli abitanti della frazione; l'istituzione di Comitati di Frazione collegiali in luogo di singoli referenti fiduciari; l'introduzione del Bilancio Partecipativo, per destinare quote certe di risorse alle decisioni dei residenti; la consultazione obbligatoria e tempestiva delle comunità su interventi urbanistici, viabilità e servizi pubblici».

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