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Il caso

Strisce pedonali cancellate e traffico selvaggio: «In via Natta ho rischiato di essere investita»

La testimonianza di una nostra lettrice che chiede al Comune di intervenire con urgenza per ripristinare l'attraversamento pedonale all'incrocio con via Giobert

Via Natta

Via Natta dove le strisce pedonali non sono più visibili [foto J.R.]

C’erano una volta le strisce pedonali. Un bell’incipit da fiaba, se non fosse che ad Asti le storie che vedono protagonisti i pedoni molto spesso somigliano più a un thriller, con quel sottile gusto per la roulette russa che il nostro giornale si trova a raccontare fin troppo spesso.

Il palcoscenico della mancata tragedia è il centro storico, all'incrocio tra via Giobert e via Natta. Un nodo nevralgico dove il traffico scorre allegro e senza troppi "freni" inibitori: auto, moto e camion sfilano a ritmo continuo verso il parcheggio di via Natta o piazza Catena, dato che a destra dell'incrocio c'è la Ztl Cattedrale controllata da un varco elettronico e dritto c'è un senso unico. In pratica, una strettoia obbligata per chiunque abbia quattro ruote e un motore.

È qui che una nostra lettrice ha rischiato di trasformarsi nell'ennesima statistica del reparto di ortopedia, scampando per un soffio all'impatto con un'auto che ha deciso di ignorare la sua presenza. «Per fortuna ho avuto il riflesso di balzare all’indietro - racconta la donna - Ma all’altezza dell’incrocio un tempo c’erano delle strisce pedonali. Si sono semplicemente dissolte con gli anni e il Comune non ha mai ritenuto opportuno ripristinarle. È inspiegabile: parliamo di un punto di passaggio continuo, a due passi dal Liceo Artistico, da una palestra, dal parcheggio, dagli uffici comunali e persino da uno studio medico. Senza contare quelli che vanno verso il mercato di piazza Catena».

Ma la creatività dell'incuria non si ferma qui. Poco più in là, all’altezza di via Natta 3, anche le strisce davanti agli uffici comunali sono ormai un vago ricordo sbiadito, cancellate dal tempo e da vecchi cantieri. In compenso, a rendere l'esperienza d'attraversamento ancora più frizzante, ci pensano i soliti parcheggi selvaggi proprio a ridosso dell'incrocio. Ai pedoni non resta che avventurarsi in uno slalom tra i cofani per guadagnare il centro della carreggiata, diventando potenziali bersagli mobili per il traffico in arrivo.

Le uniche strisce ancora integre in quella zona di via Natta si trovano a 100 metri di distanza, in piazza Catena, salvate solo dal fatto di essere state realizzate in cubetti di porfido. Poco prima, lungo largo Scapaccino, il camminamento che collega Palazzo Mandela agli uffici di via Natta 3 offre l'ennesimo spettacolo di segnaletica quasi fantasma.

«Asti è una città dove il centro storico viene attraversato ogni giorno da migliaia di veicoli - conclude la lettrice - Sarebbe gradito che l'amministrazione comunale si ricordasse che in strada ci sono anche i pedoni — studenti, anziani, turisti — prima che la distrazione di un automobilista possa provocare l'ennesimo incidente».

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