Via Torchio
19 Settembre 2026 16:01:00
Partito come una assemblea-presidio per lamentare lo stato in cui versano i palazzi popolari di via Torchio dal civico 26 al 30, si è trasformato in una denuncia pubblica di un fatto che toglie il sonno agli inquilini.
Questa mattina, convocati dal sindacato inquilini Sunia e dalla Cgil, i residenti di quegli alloggi sono scesi in strada e, con tanto di lenzuola scritte e stese sul grande viale, hanno portato alla luce quello che stanno vivendo da 30 anni a questa parte.
Anche se il problema più recente è quello che riguarda i conti dei precedenti amministratori di condominio.
«All'inizio di quest'anno è stato deciso il cambio di amministratore perché i conti con tornavano mai e non c'era trasparenza - spiega Piermario Coltella, segretario del Sunia di Asti - a quello che è subentrato è stato chiesto di fare una verifica sui bilanci passati e sui conti correnti e, al momento, mancano all'appello 220 mila euro versati dai condomini ma spariti dalla contabilità. A questi si aggiungano il mancato pagamento di fornitori per altri 115 mila euro. Un ammanco totale di oltre 335 mila euro di cui gli inquilini vogliono avere conto».

Un problema che finirà davanti all'autorità giudiziaria ma che è già stato fatto presente anche all'Atc in una recente riunione di condominio dove però l'ordine del giorno che riguardava questa posizione debitoria è stato cancellato all'ultimo momento.
«Vogliamo sapere che fine hanno fatto questi soldi - chiede Vasil a nome di tutti i condomini - qui, mediamente, si pagano 4 mila euro di spese condominiali all'anno. Sono tantissime per le famiglie che ora hanno il diritto di sapere dove sono andati a finire i loro sacrifici. Perché qui parliamo di soldi versati sui conti del condominio, sono esclusi quelli dovuti ma non versati dai morosi».
Già, i morosi, altro tasto dolente in tutti i condomini e ancor di più nelle case popolari dove il tasso di insoluti è altissimo.
«Le decadenze per morosità stanno falcidiando le famiglie - sottolinea Beppe Morabito, segretario generale Cgil Asti - Anche perché arrivano insieme a cartelle di arretrati che, in alcuni casi, sfiorano i 30 mila euro. Ma come si può pensare di recuperare così tanti soldi da famiglie che spesso non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena? E poi, indipendentemente da quali siano le ragioni del mancato pagamento, devono essere Agenzia delle Entrate, Atc e Comune ad occuparsi dei morosi, non possono certo farlo gli altri inquilini. Ma, soprattutto, gli inquilini paganti non devono e non possono doversi accollare le conseguenze di chi non paga».

Quali conseguenze? «In più occasioni ci sono state tagliate le forniture di gas e siamo stati al freddo, anche per mesi - racconta Vasil - senza neppure sapere perché. Qui nessuno ci diceva mai nulla. Queste case sono gestite da Atc, possibile che quando gli amministratori presentano loro i bilanci, non pensino di fare controlli? Tanto poi a pagare siamo sempre e solo noi per avere servizi a singhiozzo, caldaie che un po' funzionano e un po' no, palazzi sui quali non vengono fatte manutenzioni da decenni».
Tutto questo in attesa che la magistratura faccia chiarezza, in futuro, su questo ammanco denunciato da inquilini e Sunia che è calcolato per difetto, perché c'è una parte di contabilità così confusa che non è ancora stato possibile stilare il conto finale.
Quello che gli inquilini di via Torchio rivendicano è anche qualche lavoro di adeguamento.
«Dal 2017 è entrata in vigore la legge sulle termovalvole e noi non le abbiamo avuto fino a ieri, quando hanno cominciato a piazzarle - dice Vasil - combinazione quando abbiamo convocato l'assemblea pubblica. Anche le caldaie vanno adeguate: a volte si rompono e stiamo giorni e giorni al freddo, altre volte non si riescono a regolare e dobbiamo tenere aperte le finestre per quanto fa caldo, ovviamente sprecando combustibile».
Anche le cantine stanno diventando un problema. Cominciano a comparire anche in via Torchio quelle abbandonate e stipate di ogni genere i rifiuti ingombranti (in un caso invece è a prendere polvere un pianoforte verticale) insieme a ricambi di varie auto, biciclette rotte, pezzi di mobili. Scatole degli idranti senza idranti e il magazzino usato dall'Atc diventato un ricettacolo di rifiuti.

(Foto servizio Billi)
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