Verso le elezioni comunali
17 Settembre 2026 18:05:29
Da destra Marco Galvagno e Massimo Iaretti
Il Circolo del tennis Alle Mura di Asti ha fatto da cornice alla presentazione della nuova lista civica "A Difesa del Territorio – Asti – MPP", un'iniziativa promossa dal docente di Diritto e giornalista Massimo Iaretti, originario di Casale. Ad affiancarlo c'era Marco Galvagno, coordinatore provinciale di Forza Italia e assessore comunale al Decoro e alla Legalità, sancendo una sinergia all'interno della coalizione di centrodestra in vista delle elezioni comunali del 2027. Galvagno ha aperto l'incontro sottolineando che Forza Italia si vuole «imporre come il federatore del nuovo movimento che porterà il centrodestra alle amministrative».
Massimo Iaretti ha quindi illustrato i tratti fondanti del Movimento Progetto Piemonte (MPP), nato nel 2009, definendolo un progetto autonomista, «non separatista e non seccessionista», radicato nelle comunità locali e concentrato su identità, ambiente, decoro urbano e sicurezza. Relativamente a quest'ultima, ha rimarcato la validità del controllo del vicinato quale strumento di deterrenza e coesione sociale, ponendo tra le priorità la necessità di un ricambio generazionale, il coinvolgimento delle donne e un confronto costruttivo con gli alleati per la stesura del programma.
Rispondendo a una domanda sul futuro assetto politico del centrodestra e sull'integrazione delle componenti civiche, Galvagno ha poi spiegato l'evoluzione della lista di Forza Italia: «Asti nel cuore (già movimento civico presente alle elezioni comunali di quattro anni fa ndr) si è fusa in Forza Italia e oggi la lista raggruppa due anime: quella che guarda al nazionale, in cui crediamo fermamente, e un nucleo che è il nostro cuore, rappresentato dal civismo».
La nuova lista civica di Iaretti si chiama "A Difesa del Territorio" e il fondatore, interpellato da noi su quali sarebbero i pericoli da cui difendere il nostro territorio, ha risposto che «non è una questione di pericolo, è questione di attenzione», precisando che «si difende il territorio con delle proposte concrete, non urlandole». Ha poi aggiunto che la lista civica intende agire da «pungolo nel recuperare le questioni identitarie e la dimensione internazionale della città dei mercanti», rimarcando sul fronte della sicurezza che «il controllo di vicinato è un'abitudine in base alla quale un cittadino che veda qualcosa che non funziona avverte le forze dell'ordine e non se ne frega; fatto in un certo modo è anche aggregazione sociale, ma nulla a che vedere con eventuali ronde». Hai poi toccato il tema del femminicidio, ricollegato alla sicurezza e alle istanze che anche dal territorio possono arrivare al Legislatore.
Relativamente alla scelta del candidato del centrodestra che cercherà di ottenere la guida della città, Galvagno non ha anticipato nomi, ma illustrato la posizione della coalizione: «Stiamo lavorando perché ci rendiamo perfettamente conto che il prossimo candidato sindaco dovrà interpretare la continuità nelle cose buone che sono state fatte, ma anche una visione del futuro, di rinnovamento e di novità di cui Asti ha bisogno perché, inutile negarlo, il mondo è cambiato». Il segretario provinciale azzurro ha poi aggiunto: «Stiamo ragionando insieme e bisogna che la persona che sarà scelta sia in grado di fare la somma di tutte le istanze perché, alla fine, da soli non si va da nessuna parte». Per Galvagno sarebbe anche fattibile una donna per quella candidatura, ma sulla nomina non si è sbilanciato. Nessun nome è stato fatto di coloro che saranno presenti nella nuova lista civica.
La conferenza è stata anche l'occasione per affrontare il tema delle dimissioni del sindaco Maurizio Rasero dalla presidenza della Banca di Asti, su cui Galvagno è stato interpellato nella sua veste di assessore alla Legalità: «Forza Italia è sempre stata molto chiara sin dall'inizio: ci sono due profili, un profilo legale e uno politico». Galvagno ha respinto le argomentazioni delle opposizioni dichiarando che «il sindaco avrebbe potuto continuare a fare il sindaco e la richiesta di decadenza, presentata dall'opposizione, era fatta strumentalmente, non essendoci le condizioni». L'assessore ha infine concluso ribadendo la posizione del partito: «Siamo ben contenti che oggi Rasero sia ancora il sindaco; cosa succede in banca non è affare nostro perché siamo amministratori del Comune e ci comportiamo come tali. Salutiamo, quindi, con felicità che sia rimasto sindaco, ma non possiamo entrare nelle sue scelte personali. Chi commenta, oggi, non ha ancora letto la lettera inviata da Bankitalia: quindi, magari, prima la leggiamo».
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