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Silvano Mulas detto Voglia sul Palio di Asti 2026: «Una scelta tecnica, voglio solo chiarire come sono andate le cose»

A poco più di 48 ore dalla Corsa il Comitato di Montechiaro aveva interrotto il rapporto con il fantino sardo

Silvano Mulas detto Voglia sul Palio di Asti 2026: «Una scelta tecnica, voglio solo chiarire come sono andate le cose»

Il fantino Silvano Mulas detto Voglia

A poco più di due giorni dalla Corsa in piazza Alfieri, Silvano Mulas detto “Voglia” non era più il fantino chiamato a difendere i colori bianco-celesti. Al suo posto il Comitato ha scelto Filippo Belloni.

Il cambio è stato ufficializzato nella mattinata di sabato 5 settembre, quando il Comitato di Montechiaro ha pubblicato tramite i social la comunicazione: «Il Rettore Gianluca Brancato insieme al suo Direttivo comunicano che sono venuti a mancare i presupposti per affrontare il Palio. Pertanto il rapporto con Silvano Mulas si è dovuto interrompere. Auguriamo il meglio a Silvano per la sua carriera professionale».

Una decisione maturata, secondo quanto spiegato dal rettore Brancato, dopo quanto visto durante le prove del venerdì. «È stato doveroso perché comunque abbiamo visto ieri cose in pista che non sono state gradite al Comitato e, per rispetto del mio Comitato e dell’autorità del Palio, ho dovuto prendere questa scelta».

Mulas, oggi, vuole però accompagnare con la propria versione dei fatti, soprattutto per fare chiarezza sulle ragioni che hanno portato alla conclusione del rapporto e sulle voci circolate successivamente.

Al centro della questione, secondo il racconto di Mulas, ci sarebbe stata la scelta del cavallo da montare. Nelle prove del venerdì mattina il fantino aveva montato Ares B, con il quale riferisce di essersi trovato bene. Nel pomeriggio, invece, era sceso con la cavalla Dulliriana Lady, ma il feeling non sarebbe scattato.

«Non c’era feeling, non mi piaceva. Non stava ferma al canapo e non mi piaceva nemmeno nel percorso», racconta Mulas. Una valutazione tecnica che il fantino avrebbe quindi sottoposto al Comitato, manifestando la propria preferenza per il maschio già montato in mattinata.

La richiesta, però, non sarebbe stata accolta. La scelta del Comitato sarebbe ricaduta sulla conferma della cavalla e, contestualmente, sulla sostituzione del fantino.

«Venerdì sera, verso le 20.30, mi hanno chiamato e mi hanno detto: “Silvano, abbi pazienza, il nostro rapporto finisce qui”», ricostruisce Mulas. Una comunicazione arrivata, secondo il fantino, senza ulteriori spiegazioni nell’immediato. «Non mi hanno detto il motivo quella sera. Io non ho deciso niente: hanno deciso loro».

Mulas non nasconde l’amarezza per le modalità della conclusione del rapporto, precisa però di non voler alimentare una contrapposizione con il Comitato. I rapporti personali, assicura, sono rimasti buoni. Il punto sul quale intende fare chiarezza riguarda invece le ragioni della sua sostituzione.

In particolare, il fantino respinge l’ipotesi che alla base dell’esonero ci siano stati problemi comportamentali o professionali. La sua posizione, spiega, sarebbe stata esclusivamente legata alle sensazioni avute durante la prova e alla valutazione sulla cavalla.

Da qui la scelta di raccontare pubblicamente la propria versione. Non per riaprire una querelle con Montechiaro, ma per evitare che a parlare siano soltanto le indiscrezioni. «Voglio che si sappia come sono andate le cose», è in sostanza la sua posizione.

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