Sociale
16 Settembre 2026 14:41:37
Il murale di via del Bosco è stato di nuovo vandalizzato [foto J.R.]
Nell'aprile scorso, in via del Bosco, ad Asti, una mano mai identificata aveva cancellato, dal murale realizzato in occasione del Festival dei Popoli dell'ottobre 2025, le parole "Uguaglianza" e "Tolleranza". Proprio quelle più importanti nel messaggio che l'opera, realizzata per volontà dell'associazione Migrantes, intende sostenere in un mondo dove i conflitti, non solo bellici, sono sempre più numerosi e sempre più violenti.
Lo scorso 21 giugno diversi cittadini si erano radunati in via del Bosco, davanti all'ex CDC, per "curare" la ferita inferta al grande murale, lungo 30 metri e alto 2,5, ripristinando le due parole, ma lanciando anche un appello all'autore dello sfregio: «Chi ha fatto questo gesto ha lanciato un messaggio, e noi ne prendiamo atto, ma rispondiamo aprendo il dialogo» aveva detto Dennis Marcela Bejarano, responsabile del lavoro artistico.

A meno di tre mesi dal ripristino dell'opera, l'anonimo vandalo è tornano in azione, lui o un altro che ne condivide le intenzioni, così le parole "Uguaglianza" e "Tolleranza" sono state di nuovo cancellate contro il messaggio di inclusione e rispetto reciproco sostenuto dagli artisti e dagli ideatori del progetto.
Tutto questo è avvenuto a poche ore dalla conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival dei Popoli e a pochi giorni dall'inizio dei lavori per realizzare il prossimo murale che sarà disegnato sulla parete esterna della casa parrocchiale di San Domenico Savio, in un quartiere definito «particolarmente sensibile». Anche il prossimo murale sarà una costruzione collettiva che seguirà il tema della prossima edizione del Festival dei Popoli: "Il filo invisibile: donne, pace, comunità".

Ma, nel frattempo, i promotori del murale di via del Bosco, nuovamente vandalizzato, si trovano davanti a un bivio e a parecche domande: dovranno "ricucire" la ferita o lasciarla vandalizzata come monito di quello che sta succedendo? Qualcuno che abita in zona o che frequenta il complesso dell'ex CDC ha visto qualcosa che potrebbe aiutarli a risalire all'autore del gesto? Se così fosse, si potrebbe tentare di capire il motivo che spinge l'anonimo vandalo a prendere di mira non tutto il murale, ma solo ed esclusivamente quelle due parole che tanto gli danno fastidio.
In tutta questa storia oggi resta l'amarezza e l'incredulità di chi, mettendoci impegno, tempo e la faccia, ha comunque voluto realizzare un'opera per tutta la collettività e per rendere più gradevole una strada già abbastanza vandalizzata da scritte e disegni di ogni tipo.
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