Eccellenza
16 Settembre 2026 12:04:52
Unire due eccellenze piemontesi, espressione di una storia enologica e produttiva che affonda le proprie radici nell'Ottocento, per trasformarle in un aperitivo contemporaneo. Durante la masteclass di ieri, dedicata ad "Asti Vibes", Nicola Mancinone ha ricreato con il pubblico, passo per passo, la ricetta del cocktail made in Asti.
A introdurre la degustazione è stato il direttore del Consorzio Asti Docg Giacomo Pondini, che ha sottolineato come il Piemonte possa contare su due capisaldi della propria storia vitivinicola, capaci di incontrarsi in un'unica proposta, presupposto che mette in relazione tradizione agricola, industriale e artigianale.
La masterclass è stata anche l'occasione per ripercorrere le origini dell'Asti spumante. Nel 1865 Carlo Gancia, rientrato da un'esperienza di lavoro in Francia, iniziò a sperimentare la produzione di uno spumante con rifermentazione in bottiglia, utilizzando uve Moscato provenienti dalla zona di Canelli. Un passaggio fondamentale nella storia del primo spumante italiano.
Un'evoluzione decisiva arrivò poi con Federico Martinotti, direttore nel 1898 della Scuola enologica di Asti, che sviluppò un metodo di fermentazione in recipiente chiuso, più semplice ed economico rispetto alla rifermentazione in bottiglia. Un'innovazione che influenzò per sempre la produzione spumantistica a vilevvo internazionale.
Ma il Consorzio dell'Asti è in continua evoluzione, nel corso degli ultimi anni, ha visto l'introduzione di tipologie con diversi livelli di residuo zuccherino, dall'Extra Dry al Dry fino alla versione Rosè, nata dall'incontro tra Moscato e Brachetto, due vitigni aromatici che insieme regalano un calice profumato.

A raccontare la storia del Vermouth è stato il componente del comitato di Presidenza del Consorzio del Vermouth di Torino IGP Pierstefano Berta, che ha evidenziato il legame tra questo prodotto e lo sviluppo economico e industriale del Piemonte a partire dall'Ottocento.
«Queste due eccellenze piemontesi hanno sempre affiancato la storia del Piemonte, dall'800 fino a oggi», ha spiegato Berta, sottolineando come le aziende legate alla produzione di Vermouth e Asti spumante abbiano contribuito alla crescita del territorio e alla diffusione dei prodotti piemontesi nel mondo. Considerando anche che il Moscato d'Asti è uno dei vitigni maggiormente utilizzati nelle ricette segrete dei Vermouth dalla sua nascita.
Berta ha ricordato anche la presenza del Vermouth di Torino nella storia della miscelazione: nel ricettario Mille misture, pubblicato nel 1920, erano presenti numerose preparazioni che utilizzavano il prodotto come ingrediente.
In degustazione si sono approfondite poi le caratteristiche del Vermouth di Torino bianco, la tipologia scelta per il cocktail. Rispetto al rosso, presenta una componente più floreale e aromatica, con note che possono richiamare la menta e la salvia, mentre le spezie orientali risultano meno marcate.
Una delle peculiarità del Vermouth è l'equilibrio tra dolcezza e amarezza. L'assenzio, componente obbligatoria secondo il disciplinare del Vermouth di Torino, contribuisce alla componente amara, bilanciata dall'aggiunta di zucchero.
Durante la spiegazione è stato inoltre evidenziato come la percezione dell'amaro possa aumentare con gli assaggi successivi, a differenza della sensazione dolce, che tende ad attenuarsi.
A illustrarne la preparazione è stato il docente e bartender Nicola Mancinone, impegnato nella divulgazione dei prodotti dei consorzi dell'Asti e del Vermouth di Torino. Il suo intervento ha messo al centro le potenzialità dell'Asti spumante nella miscelazione, grazie alle sue caratteristiche aromatiche e alla capacità di abbinarsi a ingredienti differenti.
«Usare l'Asti per creare dei cocktail semplici è sempre efficace» è uno dei suggerimenti rivolti al pubblico, invitato a sperimentare anche a casa abbinamenti con frutta, erbe aromatiche e altri ingredienti.
Il cocktail presentato durante la masterclass, l'Asti Vibes prevede l'impiego di 3/4 gocce di Bitter Peychaud, Vermouth di Torino bianco, Asti spumante e unosplash di acqua tonica. La preparazione va in contro ad una una tendenza che vede in crescita l'attenzione verso drink in cui il gusto e l'equilibrio degli ingredienti assumono un ruolo centrale, senza puntare necessariamente su un'elevata gradazione alcolica.

Edicola Digitale
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058